Il "Last Christmas" di George Michael. Una vita tormentata e forse un'overdose di eroina

. Esteri

Formidabili quegli anni ottanta? Forse no. Digerita la rivolta punk e la la new wave, il rock ed il pop si riconsegnarono ai mainstream, mentre il look trionfava sul sound e la forma sul contenuto. Lui, George Michael era il re di quella generazione, l'icona di quella musica pop. Le note di "Last Christmas" suonano ora come una sorta di tragica premonizione.  Una morte immatura ad appena 53 anni, dopo una vita tormentata, molto tormentata. Alcol, droghe di varia natura ed un'omosessualità, dichiarata, ma forse mai completamente accettata, per via di un padre, vecchio stile, oggi si direbbe omofobo. Uno zio suicida, perché gay, Poi costretto al "coming out" dopo lo scandalo nei bagni pubblici. George aveva vissuto la sua fama e la sua ascesa al successo, tra pulsioni da nascondere e confessioni che non si possono fare. Sempre combattuto tra il suo reale essere e la sua immagine mediatica. Poi il ritiro, la scomparsa dalle scene e la sua lotta disperata contro l'eroina e la cocaina. L'ultimo periodo passato in un continuo di alti e bassi tra cliniche varie. Sarebbe rimasto stroncato da un infarto, dovuto pero' ad un'overdose di eroina. Ultimamente era apparso gonfio ed irriconoscibile. Secondo il Telegraph sarebbe stata proprio un'overdose a spegnere a vita della stella del pop inglese. E'stato trovato morto nel suo letto dal suo compagno. Per alcuni grandi anche la data della morte conta qualcosa. Forse George non poteva mancare al suo appuntamento con il Natale. E forse in cuor suo lo sapeva da tempo.

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