Isis rivendica la strage di Istanbul "Servi dei crociati". 8 arresti ma il killer asiatico ancore in fuga

. Esteri

Turchia "serva dei crociati". L'Isis ha rivendicato la strage che ha sconvolto la notte di Capodanno ad Istanbul, con la mattanza consumata all'interno della più famosa discoteca della capitale, il "Reina", situata nella parte europea della città. Il killer, l'uomo con il pon-pon, avrebbe sparato 180 colpi in appena 7 minuti. Poi e' riuscito a cambiarsi e a fuggire. Sarebbe stato identificato come un giovane di origine asiatiche. Probabilmente la sua azione non era solitaria ed un commando avrebbe svolto almeno un'azione di copertura. Il bilancio al momento e' fermo 39 morti e a 70 feriti, dei quali alcuni gravi. Ecco il testo del comunicato dell'Isis, in lingua Turca: "Continuando le benedette operazioni che lo Stato islamico sta conducendo contro il protettore della croce, la Turchia, un eroico soldato del Califfato ha colpito una delle più famose discoteche in cui i cristiani celebrano la loro festività apostata". Poi: "Li ha attaccati con bombe a mano e con u'arma automatica, cambiando la loro gioia in dolore, raccogliendo le anime di 150 persone, tra morti e feriti, come vendetta della religione di Dio ed in risposta al richiamo del principe dei fedeli a prendere di mira la Turchia, servitrice della croce. Grazie a Dio per il successo e per il suo sostegno, che il governo della Turchia apostata sappia che il sangue dei musulmani, che si versa sotto i suoi raid aerei e i suoi cannoni brucerà dentro la sua casa, con l'aiuto di Dio". 

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