Theresa May sceglie una "hard Brexit", gelo tra Trump e Berlino

. Esteri

Sono passati settant'anni dalla fine della Germania nazista e l'impressione e' di essere rimbombati in quegli anni oscuri. L'Europa, soprattutto quella del Sud, ha un problema che si chiama Germania. I tedeschi vogliono comandare a loro piacimento in campo economico, vogliono dettare le regole e magari imporre delle sanzioni. Un primo risultato si e' visto con la Brexit ed ora Theresa May, la premier britannica indica una "hard Brexit". Che si può riassumere in due punti chiave, fuori dal mercato europeo e controllo dell'immigrazione anche da paesi Ue. La May vuole costruire una Gran Bretagna "mondiale", magari riprendendosi il ruolo che fu.  Naturalmente ha ricordato che il giudizio finale sulla Brexit sarà preso dal Parlamento britannico. Un accordo "punitivo" sulla Brexit da parte della Ue non sarebbe considerato un "gesto di amici". A due giorni dall'insediamento ufficiale alla Casa Bianca (il giuramento avverrà venerdì) Donald Trump ha detto alcune cosine che potrebbero cambiare e di molto le attuali alleanze economiche e commerciali. Lui si fida di più di Putin che della Merkel, e come tutti i presidenti americani mantiene un rapporto privilegiato con la Gran Bretagna. Per Trump la politica delle porte aperte all'immigrazione e' suicida, e non e' detto che tutti i cittadini europei in futuro potranno entrare in Usa senza uno specifico permesso. Per Trump uno Stato si fonda sulla sua sovranità e sul controllo dei suoi confini. E vuole rivedere anche la Nato che giudica "obsoleta", con la sua mania di volere fare la "guerra" alla Russia. Che non e' più la vecchia Unione Sovietica, ma anzi un paese amico. Al quale andranno prima o poi tolte le sanzioni. Se di "guerra" si vuole parlare, il pericolo attuale sul quale concentrare gli sforzi e' l'Isis. Quello che Trump intende ribaltare e' quello che ritiene un falsa e pericolosa interpretazione del concetto di globalizzazione. Che piaccia o che sia odiato, l'Europa dovrà fare presto i conti con la nuova politica americana, a partire proprio dai tedeschi. 

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