Trump come un rullo compressore: bloccata l'immigrazione da sette paesi islamici. Ricorsi e proteste, anche all'Onu

. Esteri

Tra una cordiale telefonata con Putin e una riunione con i suoi per 'inventare' il modo di far pagare al Messico il muro che vuole erigere tra i due paesi Donald Trump avanza come un rullo compressore sui binari del mantenimento delle promesse elettorali che gli hanno consentito di fare il suo ingresso alla Casa Bianca. Ad una settimana dall'insediamento, tenendo fede ai suoi impegni e incurante delle proteste il presidente degli Stati Uniti ha firmato un ordine esecutivo per bloccare l'ingresso negli States di cittadini di sette paesi islamici, una misura anti-terrorismo che riguarda anche i siriani. "Vogliamo mantenere i terroristi islamici radicali fuori dagli Usa" per garantire che non si ammetta nel Paese "la stessa minaccia che i nostri soldati combattono all'estero" ha spiegato così Trump la stretta sull'immigrazione - un blocco di 120 giorni - che sconfessa in tutto o in parte il programma varato da Barack Obama. Dopo questo periodo sarà data priorità innanzitutto alle "minoranze cristiane" perseguitate. Trump ha quindi  tagliato di oltre la metà il numero dei rifugiati che gli Stati Uniti prevedevano di accettare quest'anno, portandolo a 50.000. La decisione di Trump è immediatamente esecutiva e ha bloccato in alcuni aeroporti come il Cairo e Teheran persone che stavano imbarcandosi per gli Usa con regolare visto. Il deceto ha sollevato proteste in tutto il mondo (nei paesi interessati al blocco ma anche all'Onu) e all'interno dove gli avvocati per i diritti civili hanno giù annunciato ricorsi individuali e class action. Ma The Donald non frena: nel dettaglio il suo decreto prevede la sospensione dell'ingesso negli Stati Uniti per i cittadini di sette paesi musulmani: Siria, Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan, Yemen. Sono inoltre bloccati fino a ulteriore comunicazione, quindi anche dopo i 120 giorni, gli ingressi di rifugiati siriani. "L'ingresso di cittadini e rifugiati siriani" è "dannoso per gli interessi del Paese", scrive il presidente degli stati Uniti bloccando i visti ai siriani e sospendendo a tempo indeterminato l'ingresso dei rifugiati provenienti da quel martoriato paese. 

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi