Nuovo bando anti-Islam di Trump. Scontro con l'FBI che smentisce le intercettazioni di Obama

. Esteri

Dopo quello del 27 gennaio bocciato in vari gradi di giudizio dalle corti federali Usa il presidente Donald Trump ha firmato un nuovo ordine esecutivo sull'immigrazione. Un provvedimento che stavolta esclude l'Iraq dal novero dei paesi islamici i cui cittadini sono sottoposti a restrizioni per il loro eventuale ingresso negli Stati Uniti (Iran, Libia, Somalia, Sudan, Yemen e Siria). L'opposizione democratica ha già contestato il decreto presidenziale -firmato stavolta da Trump lontano dalle telecamere - definendolo una misura "anti-americana" e c'è da credere che il nuovo bando - in vigore dal 16 marzo - incontrerà le stesse resistenze del primo, nei tribunali e nelle piazze.  Ulteriore novità è che la sospensione per 120 giorni si applica a tutti i rifugiati, senza sottoporre solo quelli siriani a un divieto a tempo indeterminato. È stato poi fissato a 50.000 il numero massimo di rifugiati da accogliere annualmente. Intanto, per non farsi mancare niente, Trump ha alzato il livello della polemica con l'Fbi dopo la sua denuncia nei confronti di Obama accusato di averlo fatto spiare nella sua Trump Tower prima e dopo la sua vittoria alle presidenziali. Il presidente continua a sostenere la teoria del mega-complotto ai suoi danni ed ha fatto deinire dai suoi portavoce "inaccettabile" la smentita alle sue parole del capo dell'Fbi, il repubblicano James Comey, che sostanzialmente ha fatto capire come Obama non avesse ordinato nessuna intercettazione nei confronti di Trump, tanto meno - come Trump lasciava immaginare - all'Fbi. Una polemica al calor bianco che non ha precedenti tra un presidente e il capo del Federal Bureau.


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