Fillon indagato, addio speranze dei gollisti per l'Eliseo

. Esteri

Appena un mese fa i giochi sembravano fatti. Francois Fillon, l'amico di Putin, trionfava nelle primarie del centrodestra a sorpresa contro Alain Juppe' e sembrava avviato verso l'Eliseo. Complce la crisi dei socualisti dopo la presidenza di Hollande, ritenuta da molti quasi disastrosa, e la più che probabile vittoria al ballottaggio con la Le Pen. Ora tutto e' cambiato, Fillon abbattuto dalle indagini aperte su di lui dalla magistratura francese per gli stipendi alla moglie ed ai figli e' precipitato nei sondaggi. In più e' cresciuto l'astro nascente, quel Emmanuel Macron, una sorta di populista centrista, che da outsider senza un partito alle spalle e' divenuto il più accreditato nelle intenzioni di voto per sfidare Marine Le Pen. E si sa che al ballottaggio, salvo sorprese, appare destinato a vincere proprio il suo rivale, chiunque sia. Fillon si e' anche chiuso in un silenzio pericoloso nei confronti della magistratura nonostante avesse detto nelle primarie che chi chiede il voto deve risultare irreprensibile. Ora e' dato ad appena il 19% e al centrodestra restano solo 48 ore, data ultima di presentazione delle candidature per l'Eliseo, per tentare un cambio di cavallo in corsa. Ma lui Fillon testardamente resiste e rischia dispaccare definitivamente il centrodestra dilaniato fin dai tempi di Chirac e Balladur, entrambi candidati. ma almeno allora la destra pur lacerata riuscì a vincere con Chirac. E si sa quanto le vittorie aiutino a superare le divisioni, che invece diventano laceranti in caso di sconfitta. Così i gollisti appaiono quasi rassegnati ad una storica batosta e l'unica cosa che riescono a dire e' "difendiamo il programma". Ora il partito Les Repubblicnins rischia di implodere con una generale dislocazione della destra, in Francia ormai fluttuante tra nazionalismo, gollismo e liberalismo con variantii bonopartiste.

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