15 giorni di prigione al blogger anti-Putin. Navalny twitta dalla cella "Un giorno li giudicheremo noi"

. Esteri

"Un giorno li giudicheremo noi": così ha twittato dal tribunale dove è stato condannato a 15 giorni di prigione per manifestazione non autorizzata il blogger anti-Putin Alexei Navalny. Il blogger è stato considerato dai giudici l'organizzatore delle manifestazioni anti-Putin che si sono svolte ieri a Mosca e che si sono concluse con l'arresto di centinaia di oppositori del presidente russo. Tanto Washington quanto Bruxelles hanno protestato per gli arresti chiedendo a Mosca di liberare Navalny e gli altri attivisti che non facevano altro che manifestare pacificamente il loro dissenso, ma la risposta del Cremlino al Dipartimento di Stato e alla Mogherini è stata negativa: "Il corteo era una provocazionie". "Verrà il giorno in cui noi giudicheremo loro (ma lo faremo in maniera onesta)": ha twittato il blogger postando una foto di sé stesso dal tribunale Tverskoi di Mosca. Più tardi Navalny ha affermato che i giudici dovrebbero interrogare il premier russo Dmitri Medvedev "perché è a causa sua (Medvedev è attaccato per le sue spese, ndr) che migliaia di russi sono scesi in strada ieri".

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