Trump pensa ad un'azione militare contro Assad. E sulla Corea del Nord "pronto ad agire da solo"

. Esteri

Dopo l'attacco chimico su Idlib - 86 le vittime e tra queste 30 bambini e 20 donne - di cui gli Stati Uniti ritengono responsabile Assad il presidente Donald Trump sta valutando l’ipotesi di un’azione militare in Siria. Lo ha detto lo stesso presidente a membri del Congresso secondo la Cnn che cita una fonte bene informata. Secondo la stessa fonte però Trump non ha ancora deciso e sta discutendo delle possibili azioni con il capo del Pentagono, James Mattis che gli avrebbe sottoposto un ventaglio di opzioni. Per il segretario di Stato americano Rex Tillerson non ci sono dubbi sul fatto che il regime di Assad sia responsabile per l'attacco chimico di Idlib, "un attacco che richiede una risposta seria" ha aggiunto Tillerson sottolineando come siano in corso "sforzi da parte della coalizione internazionale per rimuovere dal potere Bashar al Assad". A oltre due giorni dal raid con gas che ha colpito Khan Sheikhoun, nella provincia nordoccidentale di Idlib, il Consiglio di sicurezza dell’Onu non ha ancora messo al voto una risoluzione di condanna nei confronti di Assad che è difeso a spada tratta da Mosca. Il Cremlino si oppone al documento di condanna presentato da Usa, Gb e Francia. E Putin ha spiegato perchè e cosa sollecita Mosca: "E' inaccettabile accusare qualcuno per un presunto l'attacco chimico finché non viene condotta una indagine internazionale completa e imparziale". Ma Trump non pensa solo alla Siria: l'altro nodo è la Corea del Nord. Il capo della Casa Bianca, parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One che lo portava in Florida per l'incontro con il leader cinese Xi Jinping, si è detto "pronto ad agire da solo" contro il regime di Pyongyang.

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