L'attentatore di Stoccolma l'ha fatto per vendicare l'Isis

. Esteri

L'ha fatto per vendicare i bombardamenti sull'Isis in Siria e in Iraq da parte della coalizione internazionale a guida americana. Ha confessato l'attentatore di Stoccolma, Rakhmat Akilov, uzbeko di 39 anni, l'uomo che venerdì scorso ha rubato un camion e l'ha lanciato sulla folla lungo la via pedonale più frequentata del centro della capitale svedese, Drottinggatan, uccidendo quattro persone e ferendone altre. L’uzbeko, al quale era stato negato l’asilo nel giugno dello scorso anno ed era latitante dallo scorso 13 febbraio, e che avrebbe dovuto essere espulso, ha detto alle autorità svedesi di avere "realizzato ciò che si era proposto di fare" e di avere agito per "vendicare i bombardamenti sull’ Isis". L’uomo ha inoltre detto di avere pianificato l’attacco, eseguendo anche una ricognizione della strada pedonale scelta per la strage. "Ho investito degli infedeli", avrebbe dichiarato l’uomo dicendo di aver ricevuto ordini diretti da membri del gruppo jihadista in Siria e invocando la fine dei bombardamenti nel Paese in guerra. Akilov era ricercato dalla polizia per eseguire l'ordine di espulsione. "Non avrebbe dovuto trovarsi più in Svezia" ha detto con rabbia il primo ministro Stefan Lofven. Ma Akilov non è certo il solo immigrato in attesa di espulsione: a Stoccolma ce ne sarebbero 3.000 nelle sue condizioni, latitanti di cui si sono perse le tracce; 50-60.000 in tutta la Svezia.

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