La Brexit può costare a Londra 100 miliardi. La May denuncia "minacce" da parte della Ue

. Esteri

Unione europea e Londra ai ferri corti per la Brexit e per un negoziato che si annuncia difficile e pieno di incognite. Oggi il primo ministro britannico Theresa May è arrivata a denunciare "minacce" da parte di leader e funzionari di Bruxelles al fine di condizionare il voto inglese dell'8 giugno. Parole forti pronunciate dopo l'incontro a Buckingham palace con la regina Eisabetta che ha dato il suo assenso allo scioglimento del parlamento, primo atto formale in vista del voto politico anticipato. Ed è 'guerra' su quanto dovrebbe costare a Londra il 'divorzio' dall'Unione. In base a nuovi calcoli e indiscrezioni raccolti a Bruxelles, il Financial Times, il quotidiano della City londinese, stima il 'conto' che la Gran Bretagna dovrà pagare all'Ue in circa 100 miliardi di euro. Molto di più, quasi il doppio, dei 50-60 miliardi di euro indicati finora dal presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, e da altri negoziatori di Bruxelles. "Niente castigo ma Londra onori impegni" ha detto il capo dei negoziatori Brexit per la Ue, Michel Barnier. Gli ha risposto subito la May: "Gli eventi degli ultimi giorni hanno mostrato che, quali che siano i nostri desideri e per quanto ragionevoli siano le posizioni degli altri leader europei, ci sono alcuni a Bruxelles che non vogliono che questi colloqui abbiano successo, che non vogliono che il Regno Unito sia prospero". Ed è solo l'inizio delle trattative.

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della May con la regina Elisabetta La premier britannica, Theresa May, è stata ricevuta dallaregina a Buckingham Palace per l'atto formale di scioglimento del Parlamento in vista delle elezioni già annunciate per l'8 giugno. Il placet della sovrana segna l'avvio del conto alla rovescia, anche se la campagna elettorale - giocata soprattutto sulla Brexit - è iniziata da giorni: con il Labour di Jeremy Corbyn e altre forze d'opposizione impegnate ad inseguire i favoritissimi Conservatori guidati dalla stessa May.




Theresa May accusa leader e funzionari europei di aver rivolto "minacce" sui negoziati per la Brexit con l'intento di "condizionare" le elezioni britanniche dell'8 giugno. Parlando dopo essere stata ricevuta dalla regina per lo scioglimento formale del Parlamento, la premier del Regno aggiunge che la posizione di Londra in questi giorni è stata deliberatamente "mal rappresentata".

Il voto dell'8 giugno è "per il futuro della Gran Bretagna" e per la "migliore Brexit possibile", ha detto Theresa May parlando a Downing Street di ritorno da Buckingham Palace dove la regina ha formalizzato su sua proposta lo scioglimento del Parlamento.

 

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