Caso Regeni, 'schiarita' tra Roma e il Cairo. E l'Italia rimanda l'ambasciatore

. Esteri

Schiarita nei rapporti tra Italia ed Egitto 'congelati' dopo la scomparsa e la morte al Cairo del ricercatore friulano Giulio Regeni, che fu sequestrato, torturato e ucciso nel gennaio 2016 da persone e con modalità ancora misteriose. Rapporti diplomatici quasi completamente interrotti per il richiamo in sede "per consultazioni" del nostro ambasciatore Massari a causa della scarsa collaborazione fornita dalle autorità politiche e giudiziarie egiziane nelle indagini. Oggi un comunicato congiunto delle Procure di Roma e del Cairo parla di "passo avanti nella collaborazione" tra i due gruppi di inquirenti. In particolare si fa riferimento alla trasmissione dal Cairo a Roma degli atti relativi ad un nuovo interrogatorio cui sono stati sottoposti i poliziotti che hanno avuto un ruolo nelle indagini sulla morte del giovane ricercatore italiano, interrogatori che erano stati sollecitati proprio da piazzale Clodio. In virtù di questo passo avanti il governo italiano ha deciso, come ha annunciato il ministro Alfano, di rimandare nella capitale egiziano un ambasciatore, Giampaolo Cantini. "L'impegno del Governo italiano rimane quello di fare chiarezza sulla tragica scomparsa di Giulio, inviando a Il Cairo un autorevole interlocutore che avrà il compito di contribuire, tramite i contatti con le autorità egiziane, al rafforzamento della cooperazione giudiziaria e, di conseguenza, alla ricerca della verità. In qualità di rappresentante della Repubblica, l'ambasciatore Cantini - ha detto il titolare della Farnesina - curerà gli interessi nazionali in Egitto e la nostra importante comunità".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




 

Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi