Trump ne licenzia un altro: stavolta tocca a Bannon, la sua 'anima nera' e capo-stratega

. Esteri

Non accenna a placarsi il tourbillon di avvicendamenti e di bruschi licenziamenti all'interno della Casa Bianca ad opera di un Trump sempre più nella bufera. Stavolta il presidente ha mirato alto ed ha cacciato il suo consigliere strategico, il controverso Steve Bannon, da molti considerato l'"anima nera" del successore di Obama. L'annuncio in una secca nota della Casa Bianca che ha confermato uno scoop del New York Times: "Il capo dello staff John Kelly e Steve Bannon hanno concordato insieme che oggi sarà l'ultimo giorno di Steve. Siamo grati per il suo servizio e gli auguriamo il meglio". Si è conclusa così, almeno per il momento, ma con "The Donald" non si può mai dire, l'ultima faida interna nello staff presidenziale caratterizzato nelle ultime settimane dallo scontro tra Bannon da una parte e dall'altra il consigliere per la Sicurezza Nazionale McMaster e il capo di gabinetto Kelly. Bannon, esponente di spicco della cosiddetta 'Alt-Right' (destra “alternativa”, ossia estrema destra) e tra i principali artefici della vittoriosa corsa di Trump verso la Casa Bianca, non parla di licenziamento ma di dimissioni consegnate a Trump già dal 7 agosto. Secondo lui si era d'accordo per pubblicizzarle lo scorso lunedì ma tutto è stato rinviato per le polemiche innescate dall’uccisione sabato scorso di una donna ed il ferimento di altre 19 persone esponenti della protesta contro i "suprematisti bianchi" a Charlottesville in Virginia ad opera di un filo-nazista, James Field, che si è gettato sui manifestati con la sua auto. Polemiche ingigantite dallo stesso Trump per la sua ambigua condanna dei suprematisti per i fatti di Charottesville, fatti che ha stigmatizzato dando la colpa a entrambe le parti, la destra e la sinistra. 

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