Theresa May ai 600.000 italiani in Gb: "Restate, per noi siete preziosi"

. Esteri

C'era attesa per il discorso che il primo ministro britannico Theresa May ha tenuto oggi a Firenze nel complesso di Santa Maria Novella. Attesa per gli sviluppi del negoziato con l'Unione europea sulla Brexit che sembra in fase di stallo e sul dopo-Brexit. E attesa per l'atteggiamento che Londra intende avere, una volta uscita dalla Ue, verso i cittadini europei che vivono e lavorano nel Regno Unito. Sulle trattative in corso tra Londra e Bruxelles e soprattutto sul dopo-Brexit la May - che ha proposto un periodo di transizione di due anni, fino al 2021 - si è detta fiduciosa in uno sviluppo positivo: "Gran Bretagna e Ue - ha affermato la premier -  possono e debbono essere creativi nello stabilire una nuova relazione dopo la Brexit. Gli occhi del mondo sono puntati su di noi". Per il primo ministro quindi è dovere di Londra e Bruxelles trovare un accordo e lei si sente in proposito "ottimista". La titolare di Downing Street ha insistito in modo particolare sull'affermazione che Londra lascia sì la Ue ma non l'Europa di cui si sente e vuole continuare a far parte. "Lasciamo l'Ue, ma non lasciamo l'Europa, non le voltiamo le spalle" ha infatti sottolineato la May assicurando che in nessun modo Londra intende abbandonare la sua alleanza con i paesi del continente e l'impegno comune per la democrazia, i diritti umani, la difesa e la lotta al terrorismo. Anzi vuole essere la migliore partner dell'Ue. Quanto agli italiani (600.000 i nostri connazionali in Gb) e agli europei che vivono e lavorano nel Regno Unito, Teresa May ha detto che saranno garantiti i loro diritti dando le massime assicurazioni possibili per il dopo-Brexit. E ha accompagnato queste assicurazioni con un appello rivolgendosi in particolare ai cittadini italiani: "Vogliamo che restiate, siete per noi un valore aggiunto. L'impegno è di assicurare che voi continuiate a vivere le vostre vite come prima. Le sentenze della Corte europea, in tema di diritti e garanzie per i cittadini Ue (che dovranno comunque registrarsi, ndr), dovranno far parte del corpus legislativo britannico".

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