Scontro Madrid-Barcellona: 10.000 poliziotti contro il referendum. L'Ue con Rajoy

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Madrid e Barcellona ai ferri corti: sta salendo alle stelle col passare delle ore la tensione in Spagna per il referendum sull'indipendenza della Catalogna, indetto per domenica 1 ottobre, che il governo di Mariano Rajoy vuole impedire con ogni mezzo. Mentre il governo catalano afferma che la consultazione - che interessa 5,3 milioni di persone - si farà comunque, Madrid ha inviato in Catalogna più di 10.000 tra agenti della Guardia Civil e della Policia Nacional per impedirla. Spazio aereo sopra Barcellona interdetto, scuole chiuse e sigillate per bloccare i tentativi catalani di installarvi dei seggi elettorali, manifestazioni di piazza e comizi arroventati con il premier Mariano Rajoy che ha disertato il vertice europeo di Tallin per restare nella capitale spagnola a monitorare la delicata situazione. Per Madrid il governo catalano del presidente Carles Puigdemont dovrà "rispondere davanti ai tribunali" per la "grave slealtà istituzionale" di cui si è reso responsabile. "Siamo in presenza di un processo di disobbedienza costituzionale contro una democrazia europea consolidata e prestigiosa come quella spagnola, in pieno XXI secolo" ha detto il portavoce del governo centrale. "Il referendum si terrà nonostante il blocco deciso dal governo di Madrid" ha ribattuto il vicepresidente catalano Oriol Junqueras. "Sarà un voto pacifico, dalle 8 alle 20 - ha aggiunto - nè il governo nè i cittadini della Catalogna stanno facendo nulla di male". Barcellona ha anche chiesto una mano all'Ue, vuole che Bruxelles medi perchè il referendum in Catalogna non va considerato come una questione interna spagnola ma europea. Ma la risposta di Bruxelles è stata di appoggio alle ragioni di Rajoy: "Rispettiamo l'ordine costituzionale della Spagna" ha detto oggi un portavoce della Commissione Ue rispondendo alle domande dei giornalisti.

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