Voto in Catalogna tra cariche e violenze, 850 feriti. Rajoy "Una sceneggiata", Puigdemont "Neanche ai tempi di Franco"

. Esteri

Il voto sull'indipendenza della Catalogna si è svolto tra le violente cariche della polizia che ha tentato in ogni modo di impedirlo, anche con manganelli e proiettili di gomma. Oltre 10.000 i poliziotti impegnati a eseguire gli ordini di Madrid. Chiusi a forza molti dei 6.000 seggi, sequestrate urne, schede e computer per il conteggio dei voti che, comunque, per la dirigenza catalana "proseguirà fino alla conta finale". Le immagini di cittadini catalani, anche anziani, feriti nel corso delle cariche hanno fatto il giro del mondo suscitando anche indignazione. Il bilancio di quest'operazione è pesante: oltre 800 i feriti in tutta la Catalogna, alcuni gravi; alcune decine i feriti tra Guardia Civil e Policia Nacional cui è andato il plauso del premier Mariano Rajoy per aver difeso la costituzione spagnola. "Oggi non c'è stato alcun referendum, è chiaro a tutti" ha detto Rajoy in diretta tv. "Il nostro stato di diritto mantiene la sua forza e resta in vigore, reagisce di fronte a chi vuole sovvertirlo" ha aggiunto ringraziando le forze di sicurezza dello Stato che "hanno tenuto fede agli obblighi e rispettato il mandato della Giustizia davanti ad un attacco così grave alla nostra legalità". Sempre secondo Rajoy il referendum in Catalogna "è stato un ricatto di pochi perchè la maggioranza del popolo catalano non ha partecipato alla sceneggiata degli indipendentisti dando prova di senso civico e grande rispetto per i principi che sono alla base della nostra convivenza". "Oggi abbiamo constatato la forza della democrazia spagnola. La maggioranza della popolazione non ha partecipato e ha rispettato la legge senza rumore. Hanno ignorato la consultazione e si sono messi dalla parte della democrazia e della Costituzione". Totalmente diverso l'avviso dei dirigenti catalani che hanno parlato di "una vergogna che accompagnerà per sempre l'immagine dello Stato spagnolo". Il presidente catalano Carles Puigdemont ha usato toni durissimi nelle sue accuse a Madrid: "Dai tempi del franchismo non si vedeva una tale violenza di stato" ha afermato il portavoce del governo Jordi Turull, minacciando di portare Madrid "davanti ai tribunali internazionali".

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