Battisti spavaldo, "Non stavo scappando, e perchè poi? Qui sono protetto..."

. Esteri

E' un Cesare Battisti spavaldo e un pò beffardo quello intervistato da una tv brasiliana dopo il suo arresto alla frontiera con la Bolivia e la successiva quasi immediata scarcerazione. L'ex-terrorista dei PAC (Proletari armati per il Comunismo) condannato in Italia all'ergastolo per quattro omicidi compiuti negli anni di piombo e latitante da 36 anni, prima in Francia e poi in Brasile, dà la sua versione su ciò che gli è accaduto nei giorni scorsi e sul perchè in Brasile lui si senta al sicuro dal rischio estradizione e ultra-protetto. "Non stavo scappando, ed è illegale mandarmi in Italia" ha detto negando il tentativo di fuga."Perché avrei dovuto fuggire? Io sono protetto qui, il decreto Lula (il visto permanente concessogli dall'ex-presidente nell'ultimo giorno del suo mandato, ma che l'attuale presidente, Temer, potrebbe revocare, ndr) non può essere revocato: sono passati cinque anni". "Non sono un rifugiato politico sono un immigrato con un visto permanente, io posso uscire da questo paese come e quando voglio, senza nessuna restrizione, ho tutti i diritti dei cittadini brasiliani. Da cosa stavo fuggendo? L'unico paese in cui sono protetto è questo" ha detto ancora Battisti intervistato in casa di un amico alla periferia di San Paulo attaccando la polizia brasiliana che gli avrebbe teso "un'imboscata" al confine con la Bolivia dove stava andando con un paio di amici a "comprare del vino". Invece, sempre secondo la sua versione, lo stavano aspettando: "L'impressione è che fosse stato tutto ben organizzato, ridacchiavano, avevano proprio cattive intenzioni. Sono stati davvero sleali" ha sottolineato Battisti. Che ha tagliato corto sulle voci che vogliono imminente la sua estradizione ora che il vento politico in Brasile è cambiato e che non c'è più Lula a proteggerlo: "Se pensano di potermi mandare in Italia lo faranno illegalmente".

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