Unesco troppo anti-Israele e Trump ha deciso: gli Usa lasciano. Netanyhau "Via anche noi"

. Esteri

Troppi pregiudizi anti-israeliani e gli Usa lasciano l'Unesco, l'Organizzazione delle Nazioni unite per lo sviluppo dell'educazione, della scienza e della cultura fondata nel 1945 e con sede a Parigi. Lo ha deciso il presidente Trump dando seguito ad una precedente decisione di Obama che nel 2011 aveva congelato i finanziamenti americani all'Organizzazione dopo che l'Unesco aveva accolto la Palestina come membro a pieno titolo. Gli Usa hanno comunicato che il loro abbandono sarà effettivo dalla fine del 2018, dopo intendono restare come paese 'osservatore'. Alla decisione di Trump, accolta con "profondo rammarico" dal direttore generale dell'Unesco, Irina Bokova, ha fatto immediato seguito quella, analoga, di Israele: il premier Netanyahu ha dato disposizioni perchè Israele lasci l'Unesco "in parallelo" con le mosse Usa. Gli Stati Uniti da sempre accusano il Palazzo di Vetro di avere un pregiudizio contro Israele, favorito anche dal fatto che il gruppo dei paesi membri musulmani è il più ampio all’interno dell’organizzazione. Questa frizione esiste in quasi tutti gli organismi dell’Onu, dall’Assemblea Generale al consiglio per i diritti umani. L’Unesco però è diventata il punto di scontro perché è andata oltre tutte le altre agenzie, accettando la richiesta della Palestina di essere ammessa come stato membro a tutti gli effetti. L’amministrazione Obama aveva reagito congelando i finanziamenti all’agenzia nel 2011, e due anni dopo gli Usa avevano perso il diritto di voto perché non pagavano più i contributi. La scelta di oggi - dice il dipartimento di Stato - "non è stata presa con leggerezza e riflette le preoccupazioni americane per i crescenti arretrati da versare all'Unesco, la necessita' di riforme fondamentali dell'organizzazione e la prosecuzione del pregiudizio anti Israele all'Unesco". "Una notizia triste"ha commentato il portavoce di Vladimir Putin.

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