Ordinato il fermo per 8 ex-ministri catalani, chiesto l'arresto per Puigdemont

. Esteri

Si avvita la vicenda catalana e migliaia di indipendentisti sono scesi ancora in piazza per  la decisione di un giudice della Audiencia National di accogliere le richieste della Procura e di emettere un ordine d'arresto, fatto senza precedenti, per il vice-premier Junqueras e altri sette ministri del governo indipendentista già destituito da Madrid. Per l'ex-presidente Carles Puigdemont, ancora in Belgio da lunedì insieme a quattro dei suoi ex-ministri sostenendo di essere un perseguitato politico, la Procura nazionale ha chiesto l'emissione di un mandato d'arresto europeo. Se venisse accolto la patata bollente passerebbe nelle mani della magistratura belga che dovrebbe decidere se dargli seguito e, in caso positivo, arrestare e poi estradare l'ex-presidente catalano. Il magistrato spagnolo ha ordinato l'arresto oltre a Junqueras di sette ex-minisri catalani (Turull, Rull, Borras, Romeva, Mundò, Bassa e Forn). Erano tutti comparsi stamane dinanzi al giudice che li aveva convocati ma si erano rifiutati di rispondere alle domande. Le accuse sono pesanti: ribellione, sedizione e malversazione (le stesse per Puigdemont), rischiano fino a 30 anni di carcere. L'unico ad aver ottenuto il rilascio in libertà condizionata è stato l'ex ministro Santi Villa che si era dimesso il giorno prima della dichiarazione di indipendenza. Aveva parlato col magistrato e risposto alle sue domande per una quarantina di minuti.

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