Trump contro tutti annuncia la svolta su Gerusalemme "capitale di Israele". Neanche il Papa lo frena

. Esteri

Trump annuncia la svolta su 'Gerusalemme capitale di Israele' e si ritrova mezzo mondo contro, meno Netanyahu ovviamente. Contro il presidente americano che ha deciso di spostare l'ambasciata a stelle e strisce da Tel Aviv a Gerusalemme - entrando a gamba tesa in una delle questioni più controverse della geopolitica mondiale - si è schierato non solo tutto l'Islam insieme all'Onu e ai capi di stato di mezzo mondo ma anche il Papa. Il tutto però senza successo. Francesco ha rivolto un esplicito appello al presidente americano perchè non venga modificato lo status quo della città santa per le tre religioni monoteiste: "Gerusalemme è una città unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani ed ha una vocazione speciale alla pace. Rispettate lo status quo". Trump però non ha accennato nessuna marcia indietro, anzi, e mentre i paesi islamici e la Lega araba stanno protestando con forza - dai palestinesi alla Giordania, dall'Iran alla Turchia (Khamenei tuona da Teheran: "Decisione segno di incompetenza e fallimento", da Ankara Erdogan rincara la dose: "Sarà uno scontro senza fine") e Hamas minaccia una nuova intifada: "Apre le porte all'inferno" - dalla Casa Bianca, nell'esultanza del governo israeliano, il presidente ha dato seguito alle anticipazioni ed ha annunciato ufficialmente la sua decisione: "È ora di riconoscere Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele, è l'inizio di un nuovo approccio al conflitto israelo-palestinese. Israele è uno stato sovrano che ha il diritto, come ogni altro Paese, di decidere la sua capitale. Essere consapevole di questo è una condizione necessaria per raggiungere la pace". "Gerusalemme - ha detto Trump - non è solo il cuore di tre religioni, ma di una delle democrazie più importanti al mondo. Gli israeliani hanno costruito un paese dove tutti sono liberi di professare la loro religione. Gerusalemme è e deve restare un posto dove tutti possono pregare", "oggi riconosciamo l'ovvio: Gerusalemme è la capitale d'Israele. È Il riconoscimento della realtà, niente di più". Una decisione che dà seguito alla legge statunitense del 1995 in cui Gerusalemme veniva riconosciuta come capitale di Israele ma che finora è stato rinviata dai presidenti Usa di anno in anno, proprio per l'importante valore geopolitico di questa affermazione. La paura molto diffusa anche in tutte le cancellerie occidentali è che il già precario equilibrio in Medio Oriente possa incrinarsi definitivamente per questa scelta.

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