Anche da Gentiloni solidarietà alla May (ma nessuna accusa diretta a Putin, come ha fatto Boris Johnson)

. Esteri

Anche dall'Italia solidarietà a Londra per l'ex-spia russa Serghei Skipral avvelenata sul suolo britannico con il gas nervino. Nello scontro tra Theresa May e il Cremlino, che Londra considera responsabile dell'attentato tanto da indurla a cacciare 23 diplomatici russi, il governo italiano si è fatto vivo con una telefonata di Paolo Gentiloni al primo ministro britannico, telefonata arrivata il giorno dopo il comunicato congiunto di pieno sostegno alla titolare di Downing Street da parte di Trump, Merkel e Macron, i maggiori alleati occidentali. Una solidarietà - a sostegno della "piena legittimità" delle richieste di chiarimenti a Mosca formulate dalla May- che è un gesto politico-diplomatico importante ma anche di un livello meno pesante rispetto alla decisa presa di posizione degli alleati occidentali pro-May che hanno puntato esplicitamente il dito contro Mosca. Sono in molti a chiedersi se i tempi e i termini di questa solidarietà possano esser frutto di un compromesso tutto in chiave interna tra il governo di Roma sostanzialmente in carica per gli affari correnti e i vincitori delle elezioni del 4 marzo - M5s e Lega - restii ad inimicarsi lo zar del Cremlino con accuse dirette per una vicenda dai contorni ancora non chiari. Non sono pochi poi quelli che si domandano che interesse poteva avere Putin a pochi giorni dalle elezioni in Russia a ordinare un attentato del genere per di più all'estero nei confronti di una ex-spia e con l'utilizzo di un gas che tutti sanno esser stato sviluppato solo in Russia (o nell'ex-Unione Sovietica) . Ecco, forse questi interrogativi potrebbero aver indotto Gentiloni a manifestare solidarietà alla May a nome del governo di Roma ma a non spingersi troppo nell'affondare sull'acceleratore delle accuse al presidente russo. Accuse esplicite e dirette come quelle lanciate oggi dal ministro degli esteri britannico Boris Johnson secondo il quale è "assolutamente probabile" che l'ordine di usare l'agente nervino contro l'ex spia russa Sergei Skripal e sua figlia Yulia a Salisbury - città visitata dalla May come se fosse stato teatro di un tragico attentato - sia partito direttamente da Vladimir Putin. "La nostra contesa è con il Cremlino di Putin e le sue decisioni. Noi crediamo che sia probabile in modo schiacciante - ha insistito Johnson - che sia stata sua la decisione di usare un agente nervino nelle strade della Gran Bretagna, dell'Europa per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale". Gentiloni, parlando con la premier inglese - riferiscono fonti di palazzo Chigi - ha confermato la piena legittimità della richiesta britannica ad avere risposte chiare ed esaurienti dalla Russia circa il suo ruolo in questo gravissimo episodio. I due leader hanno convenuto, infine, sulla importanza che su questa vicenda si manifesti solidarietà sia in sede Nato sia in sede europea, anche in vista del Consiglio Europeo di giovedì prossimo. Secondo le ultime ricostruzioni della stampa, l'agente nervino che ha ridotto in fin di vita l'ex spia russa e sua figlia potrebbe essere stato messo nella valigia della ragazza prima ancora che lei partisse da Mosca per raggiungere Londra.

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