Il blitz di Bardonecchia e l'ira di Salvini e Meloni: siamo la toilette di Macron? Parigi si difende "Tutto regolare"

. Esteri

E' diventato un caso diplomatico tra Roma e Parigi l'irruzione di gendarmi della dogana francese in un centro di assistenza ai migranti, la Ong Raimbow4Africa, nella stazione ferroviaria di Bardonecchia, in Val di Susa, che è diventata snodo di disperati in attesa di varcare il confine dopo la 'stretta' operata sempre dai francesi al confine di Ventimiglia. La Farnesina ha convocato l'ambasciatore francese a Roma per chiedere spiegazioni ma Parigi ha già messo le mani avanti: quel 'modus operandi' della polizia di frontiera francese è avvenuto nel rispetto delle regole in base ad un'intesa tra i due paesi. Si vedrà. Intanto sul caso è scoppiata la polemica: l'intero arco politico nostrano ha criticato la Francia e Macron per un comportamento ritenuto "inaccettabile". Matteo Salvini ha alzato la voce arrivando a chiedere al governo Gentiloni di "espellere i diplomatici francesi anzichè i russi". Ha tuonato anche Giorgia Meloni domandando polemicamente se l'Italia sia diventata "la toilette di Macron". Di Maio, più contenuto, ha detto di aver apprezzato la mossa della Farnesina e ha chiesto che la vicenda venga chiarita "in ogni suo aspetto". Anche il Pd ha criticato con diversi accenti lo 'sconfinamento' francese (da Martina a Enrico Letta). Ma cosa è successo esattamente? Dallo scorso dicembre sono un migliaio i profughi, per lo più nordafricani, che hanno trovato assistenza nelle stanze della stazione di Bardonecchia dove è avvenuta ieri pomeriggio l'irruzione. Gli agenti della dogana francese, cinque, accompagnavano un migrante, un nigeriano, sospettato di essere un pusher. Il tutto come altre volte in passato. Solo che anziché scaricarlo davanti alla stazione, sono entrati nei locali della Ong, con le pistole nella fondina, costringendo il profugo al test delle urine - poi risultato negativo - intimidendo un medico, i mediatori culturali e i volontari dell'Asgi, l'associazione per gli Studi giuridici sull'immigrazione. Ad allontanare gli agenti transalpini sono stati gli agenti di polizia del locale commissariato avvisati dalla stessa Ong di quanto stava accadendo. Agi attacchi della politica italiana ha però risposto a stretto giro il governo francese, difendendosi: il ministro dei conti pubblici, Gérald Darmanin, cui fanno capo i doganieri ha affermato che "al fine di evitare qualsiasi incidente in futuro, le autorità francesi sono a disposizione di quelle italiane per chiarire il quadro giuridico e operativo nel quale i doganieri francesi possono intervenire sul territorio italiano in virtù di un accordo (sugli uffici di controlli transfrontalieri) del 1990 in condizioni di rispetto della legge e delle persone".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti: