L'esordio di Conte in un G7 turbolento: d'accordo con Trump sulla Russia nel G8

. Esteri

L'esordio del neo premier italiano Giuseppe Conte ai massimi livelli internazionali - il G7 in Canada - non poteva avvenire in un clima più turbolento, anzi "rabbioso" come scrive il New York Times riferendosi al forte malumore dei 6 contro Trump e i suoi contestatissimi dazi. Un summit in cui il capo della Casa Bianca ha fatto l'incendiario prima attaccando in apertura i partners degli Usa nel summit economico tra le maggiori potenze industriali (prendendosela in particolare con Emmanuel Macron e il padrone di casa Justin Trudeau che hanno risposto per le rime, pronti a firmare accordi anche senza il presidente Usa) e poi annunciando che se ne andrà via prima della fine del vertice per correre a Singapore a preparare l'incontro con Kim Jong-un, snobbando platealmente gli incontri a 7 su clima e ambiente, argomenti che come ben noto non rientrano nelle sue priorità. "Non vedo l'ora di raddrizzare gli ingiusti accordi commerciali con i paesi del G7. Se non ci riusciamo, tanto meglio per noi!" il primo dei tweet da OK Corral di Trump cui hanno risposto piccati e a stretto giro sia Macron che Trudeau definendo la politica dei dazi americani "inaccettabile". Ed è solo l'inizio. In questo clima si è trovato a stringere mani e ad affrontare impegnativi incontri bilaterali (dopo Junker la Merkel) il novizio Conte giunto in Quebec con un volo di stato "perchè in quelli di linea non è stato possibile trovare posto", hanno detto i suoi incorrendo nella feroce ironia dei renziani memori del fatto che per quell'aereo l'ex-premier fu messo in croce proprio dai grillini.... Conte ha incontrato Tusk e Juncker e con loro ha parlato del problema immigrazione sottolineando che sulla disciplina del regolamento di Dublino c'è "totale insoddisfazione dell'Italia per le proposte attualmente discusse. L'Italia non può essere lasciata sola nella gestione dei flussi migratori". "Vogliamo un'Europa più forte ma anche più solidale" ha aggiunto Conte. Sulla Russia, altro tema caldo, il presidente del Consiglio italiano si è detto d'accordo con Trump secondo il quale "alla Russia dovrebbe essere permesso di tornare nel G8". "Sono d'accordo con il presidente Trump - ha commentato Giuseppe Conte - la Russia dovrebbe rientrare nel G8. E' nell'interesse di tutti". Peccato che l'apertura di Trump sia stata subito 'gelata' da Mosca: "La Russia si concentra su altri formati" ha replicato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov da Pechino dove Putin sta incontrando il presidente cinese. Conte ha anche parlato delle sanzioni alla Russia: "Valuteremo le posizioni, dobbiamo ancora iniziare il G7. Siamo aperti al dialogo, ma questo non significa stravolgere un percorso definito, legato anche all'attuazione degli accordi di Minsk". Quanto al tema centrale di questo summit, il premier italiano ha spiegato che sui dazi "l'Italia sarà portatrice di una posizione moderata, cercheremo di capire le ragioni che portano ad assumere certe posizioni e ci comporteremo di conseguenza". "Rappresento in modo forte, deciso e determinato gli interessi di tutti gli italiani. Sono il portavoce degli italiani" ha chiarito Conte. 

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