Brexit, il governo May "troppo morbido" perde pezzi: se ne va anche Boris Johnson

. Esteri

Il governo di Theresa May perde pezzi. Contro la linea morbida sulla Brexit portata avanti da Downing Street in meno di 24 ore si sono dimessi prima il Segretario di Stato per la Brexit, David Davis, seguito a ruota dai sottosegretari Steven Baker e Suella Braverman, e poi anche il responsabile degli Esteri, Boris Johnson. Per Theresa May è la crisi più difficile da quando alle elezioni dello scorso anno ha perso la maggioranza in Parlamento. Un duro colpo che mette in pericolo anche la sua leadership nel partito e quindi nel Paese. Il tutto mentre Jeremy Corbyn chiede apertamente le sue dimissioni affermando che sulla Brexit il governo May è nel caos. L'accordo interno al governo conservatore sulla trattativa con la Ue per l'uscita della Gran Bretagna, su cui Downing Street ha lavorato due anni, è stato raggiunto solo venerdì scorso ma ora  viene considerato troppo morbido nei confronti dell'Unione da parte dei fautori di una Brexit più intransigente, come Davis e Johnson. Prevedeva una sorta di partecipazione al mercato unico e un compromesso sull’Unione doganale. Davis e Johnson rischiano - o vogliono? - di mandare quei mesi di trattative all’aria. Nella sua lettera di dimissioni Davis ha scritto che quel compromesso darebbe a Bruxelles "troppe concessioni e troppo facilmente".

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