Pakistan, alla prova Imran Khan nuovo premier populista islamico

. Esteri

In Pakistan è l'ora di Imran Khan, 65 anni, ex gloria nazionale di cricket e vincitore delle elezioni del 25 luglio scorso. Il nuovo premier pachistano, confermato con un largo voto di fiducia dall'Assemblea nazionale di Islamabad, rappresenta un mix - per molti versi ancora tutto da scoprire - di populismo, nazionalismo e islamismo. Ufficialmente si richiama al nazionalismo islamico del padre fondatore del Pakistan, Muhammad Ali Jinnah, ma in molti sottolineano i suoi buoni rapporti con la madrasa Darul Uloom Haqqania, considerata "l'Università del jihad" e culla dell'ideologia Deobandi, sunnita fondamentalista e anti-imperialista, che gestisce circa il 65% delle scuole religiose pachistane. La posizione di Khan contro la corruzione e contro il nepotismo in politica ha fatto presa sulle masse e soprattutto sui giovani, che hanno un peso decisivo in un paese dove secondo le Nazioni Unite il 63% della popolazione ha meno di 25 anni. Imran Khan - celebrato dopo l'elezione da migliaia di giovani sostenitori sui social media - è stato visto come l'alternativa alle élite e alle dinastie politiche tradizionali, dalla famiglia Bhutto agli Sharif, a cui apparteneva il suo predecessore Nawaz Sharif, rimosso da primo ministro nel luglio 2017 dalla Corte Suprema per una storia di corruzione legata ai Panama Papers. Ma Khan e il suo partito, il Tehreek-e-Insaf (PTI), hanno anche "buone relazioni" con la potente casta militare, che ha sempre fatto sentire il suo peso anche ricorrendo al colpo di stato, e soprattutto con l'ISI, l'influente agenzia di intelligence, considerata uno "Stato nello Stato" e giudicata spesso come vicina ai gruppi pro-talebani. Khan sostiene la posizione dei servizi su questioni chiave come l'Afghanistan e la sicurezza nazionale. Ciò non significa tuttavia che sia amato dai talebani, che lo criticano per essere un "liberale". Una doppia faccia del nuovo uomo forte del Pakistan, che crea attese contrastanti in Occidente, mentre gli Stati Uniti di Donald Trump sono alle prese con l'annunciato ritiro delle proprie truppe dall'Afghanistan.

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