Usa, alla Corte Suprema passa il conservatore Kavanaugh voluto da Trump

. Esteri

Donald Trump alla fine ce l'ha fatta: con una votazione 50 a 48 il Senato Usa ha confermato la contestata nomina di Brett Kavanaugh, 53 anni, a giudice della Corte Suprema. E' una vittoria molto importante per il presidente a un mese dalle cruciali elezioni di medio termine. Kavanaugh, accusato da 3 donne di molestie sessuali, diventerà uno dei 9 componenti a vita della Corte, cui spetta l'interpretazione autentica della Costituzione Usa, e sarà così in grado di condizionarne sul fronte conservatore le decisioni. Trump aveva già piazzato lo scorso anno un altro giudice reazionario, Neil Gorsuch. La votazione è avvenuta tra le proteste e dopo una vera e propria battaglia parlamentare e la presentazione di un dossier da parte dell'FBI. Secondo Trump, anch'egli accusato da più di una dozzina di donne di molestie sessuali: "È un grande giorno per l'America". I democratici sconfitti nel voto non intendono tuttavia mollare la presa e annunciano che continueranno a dare battaglia, soprattutto se con il voto del 6 novembre prenderanno il controllo della Camera, rendendo possibile un'indagine parlamentare su Kavanaugh. Decine di manifestanti sono stati arrestati a Washington, davanti a Capitol Hill, mentre protestavano contro la nomina. Il disco verde del Senato arriva dopo uno scontro, che ha avuto il suo culmine nella drammatica testimonianza di Christine Ford, psichiatra e docente universitaria nel nord della California, una delle donne che accusano Kavanaugh di molestie. Il suo emozionato racconto davanti ha rievocato il tentato stupro, quando i due erano adolescenti all'inizio degli anni '80. La sua narrazione ha lasciato gran parte dell'America a bocca aperta, senza dimenticare - denunciano i democratici - che Kavanaugh è contrario alle "alla difesa dell'ambiente, ai diritti delle donne, ai diritti civili, ai diritti Lgbt, ai diritti dei nativi americani, alle tutele sanitarie e ai diritti dei lavoratori". La vittoria in Senato chiude comunque una settimana molto positiva per Trump, segnata dal nuovo accordo commerciale con il Canada e il Messico e dall'indice della disoccupazione negli Usa più basso dal 1969, con appena il 3,7%.

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