Legion d'Onore da Macron al "cacciatore di nazisti" Serge Klarsfeld

. Esteri

Il "boia di Lione" Klaus Barbie, ma anche l'ex segretario generale Onu e poi presidente dell'Austria, Kurt Waldheim. Sono due degli obiettivi centrati dal "cacciatore di nazisti" Serge Klarsfeld, insignito dal presidente, Emmanuel Macron, della Gran Croce della Legion d'Onore, la più alta onorificenza della Repubblica francese. 83 anni, nato a Bucarest e riparato in Francia, sfuggito all'Olocausto, Klarsfeld, lavorando sempre assieme alla moglie Beate (insignita dell'Ordine nazionale al merito), ha dedicato la vita all'impegno per consegnare alla giustizia i criminali nazisti. Nel 1983 riportarono in Francia dalla Bolivia il "macellaio" Barbie, capo della Gestapo a Lione, condannato all'ergastolo nel 1987 e morto in carcere nel 1991. Decisive anche le indagini nei confronti di vari collaborazionisti, che ha obbligato i francesi a fare i conti con la verità della diffusa complicità di loro connazionali con i crimini nazisti. I Klarsfeld raggiunsero tra gli altri Maurice Papon, prefetto di polizia a Parigi durante l'occupazione nazista, e René Bousquet capo della gendarmeria del regime di Vichy, responsabile del rastrellamento del Velodromo d'Inverno, la più grande retata di ebrei sul suolo francese durante la Seconda guerra mondiale, che portò nei campi di sterminio oltre 13 mila persone. Beate - già protagonista dello schiaffo a Kurt Kiesinger, cancelliere tedesco alla fine degli anni Sessanta ed ex nazista - condusse con il marito nel 1986 la campagna per le dimissioni di Waldheim da presidente austriaco, perché individuato come militante delle organizzazioni giovanili naziste ed ex-ufficiale della Wehrmacht. Klarsfeld ha rischiato più volte la vita. Fu bersaglio di un tentativo di omicidio da parte dell'organizzazione di ex SS Odessa e venne arrestato in Siria, mentre era sulle tracce di Alois Brunner, il braccio destro di Adolf Eichmann. I Klarsfeld hanno fondato nel 1979 l'Association des fils et filles des déportés juifs de France, che nel 1981 ha inaugurato in Israele il Memoriale della deportazione degli 80 mila ebrei francesi vittime della Shoah.

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