Libia, Conte 'incassa' la stretta di mano tra Haftar e al Sarraj

. Esteri

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Al di là dei risultati concreti della conferenza di Palermo sulla Libia - tutti da verificare, si è comunque seminato - dell'incontro internazionale sulla situazione nel paese africano tenutosi ieri ed oggi nel capoluogo siciliano e fortemente voluto dal governo italiano resterà l'immagine-simbolo della stretta di mano tra l'uomo forte della Cirenaica, il generale Haftar, sostenuto da Egitto e Russia, e il capo del governo di unità nazionale riconosciuto dall'Onu, Al Sarraj. Una stretta di mano a tre, per la verità, con un Giuseppe Conte soddisfatto e sorridente a far da testimone al momento clou della Conferenza. Il portavoce di Palazzo Chigi, Casalino, ha parlato di "passo storico" e poco importa se la stessa stretta di mano, nel luglio 2017 a Parigi, Al Sarraj e Haftar se l'erano già scambiata, con gli stesi sorrisi di oggi, sotto lo sguardo altrettanto compiaciuto del presidente francese Macron (e da allora in Libia nulla è cambiato). E altrettanto poco importa se Haftar se ne sia andato da Palermo senza partecipare alla plenaria conclusiva e facendo perfino negare dai suoi di aver partecipato ad incontri multilaterali. Nel gioco delle parti sullo scenario libico ci sta anche questo, così come la "delusione" per l'esito della conferenza manifestato dalla delegazione turca. Per come la Conferenza si era messa alla vigilia, l'incontro a Palermo tra due dei protagonisti più importanti della crisi libica va in archivio come un piccolo passo sulla via del dialogo tra Tripoli e Tobruk e come un successo del governo italiano e di Conte in particolare. Aver riunito intorno ad un tavolo le fazioni libiche, le Nazioni Unite, l'Egitto, la Russia, la Tunisia, l'Algeria, la Grecia, la Turchia e poi la Francia e la Spagna non ha portato ad un accordo sul definitivo cessate il fuoco o ad un accordo sulla data delle elezioni in Libia (che Macron vorrebbe subito e che invece Italia e Onu preferirebbero nella prossima primavera) ma ha certificato una sorta di tregua tra Haftar e Al Sarraj, che l'uomo forte della Cirenaica ha rassicurato: potrà restare al suo posto fino alle elezioni ("Non si cambia cavallo mentre si attraversa il fiume"). "Dobbiamo fare in modo che gli esiti di questa Conferenza e lo spirito di Palermo non si esauriscano oggi - così ha tirato le somme il premier italiano - ma si traducano in un impegno concreto a portare avanti l'agenda con costanza e determinazione. L'Italia continuerà ad assicurare il suo massimo impegno e mi auguro che tutti i partecipanti possano fare altrettanto". Conte, in merito a richieste di assistenza tecnica anche sul piano del training, ha detto che il governo italiano farà la sua parte. (foto Ansa)

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