Francia, blocchi dei "gilet gialli" contro caro benzina. Dietro c'è la Le Pen

. Esteri

Ondata di protesta contro il caro benzina in Francia. La misura è stata adottata in chiave ambientalista, per ridurre l'impatto dei mezzi più inquinanti. I blocchi stradali a macchia di leopardo in tutto il paese sono stati promossi dal movimento dei "gilet gialli", nato sui social e ufficialmente apolitico, ma con alle spalle il Rassemblement National di estrema destra, il gruppo di Marine Le Pen precedentemente denominato Front National. No agli aumenti anche da gruppi politici e sindacali di sinistra,contrari però ai blocchi del traffico. Le manifestazioni in tutta la Francia hanno creato disagi alla circolazione stradale e reso necessari interventi delle forze dell'ordine. Lacrimogeni sono stati lanciati al tunnel del Monte Bianco, tra Francia e Italia, per sgomberare alcune decine di "gilet gialli" che avevano imposto un momentaneo stop al transito di tir. Cariche della polizia anche a Parigi nei pressi del palazzo dell'Eliseo, per fermare i dimostranti che intendevano portare la contestazione sotto le finestre del presidente, Emmanuel Macron. Si sono registrati anche tafferugli tra gruppi di manifestanti con opposte visioni sulle modalità della protesta. A Pont-De-Beauvoisin in Savoia una automobilista, che stava portando la figlia dal medico, circondata da manifestanti a un posto di blocco ha accelerato e investito una manifestante, che è rimasta uccisa. Nel paese i feriti in vari incidenti sono stati circa 200, dei quali 6 gravi, e ci sono decine di fermi, diversi dei quali trasformati in arresto. Il ministro dell'Interno, Christophe Castaner, monitora la situazione in contatto continuo con il presidente Macron e con il primo ministro, Edouard Philippe. La benzina è aumentata di 4 centesimi al litro e il gasolio di 7. Philippe ha annunciato misure per aiutare gli automobilisti, incluso un finanziamento di 4mila euro per le famiglie disagiate per sostituire i modelli diesel di più vecchi.

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