Oceano Indiano, missionario Usa ucciso da frecce in isola remota

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Un giovane 'missionario' americano, John Allen Chau, 26 anni, che intendeva portare la "buona novella" agli abitanti di North Sentinel, una remota isola dell'arcipelago delle Andamane nel golfo del Bengala a est dell'India, è stato ucciso a colpi di freccia. Il giovane faceva parte dell'organizzazione ecumenica International Christian Concern, con sede a Washington. Chau si trovava in un'area vietata ai visitatori dal governo indiano, per proteggere la popolazione dei sentinelesi che, anche con la violenza, rifiuta qualsiasi contatto con il mondo esterno. La tribù, probabilmente circa un centinaio di individui, viene annoverata tra le ultime popolazioni ancora virtualmente incontaminate dalla civiltà moderna. Le autorità indiane riconoscono il desiderio degli indigeni di essere lasciati isolati e si limitano al monitoraggio dell'isola - che ha una superficie analoga a quella di Manhattan - anche dopo il terribile tsunami che nel 2004 ha sconvolto l'Oceano Indiano. Alla fine della scorsa settimana, Chau - portato sull'isola da un pescatore ora agli arresti, assieme ad altre sei persone che avevano aiutato illegalmente il giovane americano - aveva tentato di sbarcare con una canoa, ma era stato respinto a colpi di freccia. Al secondo tentativo, mentre cercava di consegnare alcuni regali, è stato colpito e poi trascinato via dagli indigeni e il suo corpo è stato abbandonato in un posto imprecisato, secondo quanto riferito dal pescatore che ha seguito i drammatici eventi con un binocolo. In un messaggio sui social, scritto poco prima della sua tragica fine, Chau raccontava: "Cerco di tenermi a distanza di sicurezza per non venire colpito e ho gridato: 'Mi chiamo John, vi amo e Gesù vi ama'". Chau aveva chiesto alla famiglia - che ha rilasciato una pubblica dichiarazione in tal senso - e agli amici di perdonare i sentinelesi, anche nel caso fosse rimasto ucciso nel corso del suo tentativo. Nel 2006 due pescatori di frodo spinti sull'isola dal cattivo tempo erano stati uccisi e anche funzionari e poliziotti indiani sono sempre stati allontanati con lanci di frecce. Nel 2017 il governo indiano ha annunciato che chiunque non si mantenga a 5 chilometri dalla costa dell'isola, anche solo per fotografarla, può essere punito con 3 anni di carcere. Il responsabile regionale della polizia, Dependra Pathak, ha detto che si cercherà di recuperare il corpo del giovane, "anche se intendiamo evitare ogni interferenza con la popolazione locale. E' una questione molto delicata e richiederà del tempo". Survival International, il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, ha definito i sentinelesi "la società più vulnerabile del pianeta".

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