Brexit, in una "giornata triste" il sì dei 27 al divorzio con Londra

. Esteri

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Sì dei 27 al divorzio con Londra. Un appuntamento per tanti versi storico, a conclusione di un 'matrimonio' durato 25 anni, ma venato di tristezza. "Un giorno triste" ha confermato il presidente della Commissione Ue Juncker che pure ha parlato di "unico accordo possibile" in sintonia con l'opinione di Theresa May. In effetti non c'era niente da festeggiare: bisognava solo dare solo il via libera politico al risultato di un negoziato laborioso tra Londra e Bruxelles iniziato subito dopo il referendum sulla Brexit. Il difficile però viene adesso con la ratifica o meno della decisione sull'uscita della Gran Bretagna dalla Ue da parte del parlamento di Westminster - forse il 10 o 11 dicembre - e del parlamento d Strasburgo. I capi di stato o di governo dei 27 paesi dell'Unione europea riuniti a Bruxelles in un vertice straordinario hanno approvato la conclusione del negoziato sul divorzio con Londra che si concretizzerà il 30 marzo 2019 e sarà regolato da una lunga serie di condizioni e di accordi racchiusi in un documento di oltre 500 pagine. L'accordo è destinato a regolare anche i rapporti futuri tra l'Unione europea e il Regno Unito, compreso il pagamento da parte di Londra di 37 miliardi di sterline. Il sì politico dei 27 all'accordo sulla Brexit è arrivato rapidamente dopo solo tre ore di riunione. Ok anche dal premier spagnolo Sanchez che ha deciso di superare le sue riserve sulla questione di Gibilterra, rassicurato dai partners. In questo delicato frangente May ha scritto una "lettera alla nazione" chiedendo il sostegno dei britannici all'accordo sulla Brexit sicura che l'intesa permetterà al Regno Unito "un più luminoso futuro". Quando Londra lascerà l'Unione nel 2019, scrive, il paese vivrà "un momento di rinnovamento e di riconciliazione".




 

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