Regeni, torna alta la tensione tra Roma e il Cairo. L'ultimatum di Di Maio

. Esteri

E' tornata alta la tensione tra Roma e il Cairo per il caso Regeni dopo l'inconcludente incontro tra i magistrati dei due paesi. Dopo Fico si è mosso il governo: la Farnesina ha convocato l'ambasciatore egiziano e il vice-premier Di Maio ha minacciato "conseguenze", anche commerciali (Eni?), se entro l'anno non arriveranno risposte certe dal Cairo sull'omicidio del giovane ricercatore friulano. La verità è che finora da parte egiziana, nonostante le promesse di Al Sisi, poca o nessuna collaborazione c'è stata per far piena luce sulla tragica morte di Gulio Regeni, torturato e ucciso nella capitale egiziana tre anni fa. Ieri due sviluppi importanti: la procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati per sequestro di persona sette agenti dei servizi segreti egiziani e il presidente della Camera Roberto Fico, la terza carica dello stato, ha annunciato la rottura delle relazioni diplomatiche tra la Camera e il Parlamento egiziano fino a quando il Cairo non dimostrerà di voler collaborare fattivamente alla ricerca dei responsabili dell'omicidio. Una decisione che ha irritato l'Egitto tanto che il Cairo ha espresso ufficialmente "rammarico" per l'atteggiamento "ingiustificabile" di Fico. Oggi è intervenuto il governo con Di Maio e Moavero. Il vice-premier ha dato all'Egitto una sorta di ultimatum: “Se dal governo egiziano non arrivano risposte entro l’anno sul caso Regeni ne trarremo le conclusioni”. E alla domanda se “le conclusioni” per Di Maio riguarderanno anche le attività dell’Eni nel Paese, il leader M5s ha replicato: “Tutto ne risentirà”. A ruota l'iniziativa diplomatica: il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, ha formalmente convocato alla Farnesina l'ambasciatore dell'Egitto in Italia, Hisham Badr "per sollecitare le autorità egiziane ad agire rapidamente al fine di rispettare l'impegno, assunto ai più alti livelli politici, di fare piena giustizia sul barbaro omicidio di Giulio Regeni". Moavero ha espresso l'esigenza da parte italiana di vedere "concreti sviluppi investigativi". Per l'Italia - ha concluso - la ricerca della verità e l'individuazione dei responsabili dell'efferato crimine restano prioritarie. Da parte sua l'ambasciatore egiziano ha replicato assicurando che l'impegno del suo governo per fare luce sul caso "non può essere messo in discussione", che la collaborazione giudiziaria, come riaffermato anche in occasione dell'ultima riunione a Il Cairo, deve assolutamente continuare e che è intenzione delle autorità egiziane proseguire le indagini "nonostante le difficoltà riscontrate". 

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