Usa, parte la nuova Camera targata 'dem'. La speaker Nancy Pelosi sfida Trump

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Al via a Washington la 116esima legislatura del Congresso degli Stati Uniti. Camera dei rappresentanti e Senato si sono riuniti per la prima volta con una significativa novità: la presenza nella 'Camera bassa' di una maggioranza democratica, conquistata dopo le elezioni di Mid-term dello scorso novembre. Un forte smacco per il presidente Donald Trump con 235 seggi per il Partito democratico contro i 199 dei repubblicani, che tuttavia sono riusciti ad ampliare la loro maggioranza al Senato 53 a 47, prefigurando un possibile significativo stallo politico a Washington. La prima mossa dei democratici volta a sbloccare il parziale shutdown che da due settimane ha lasciato senza fondi diverse agenzie governative Usa e circa 800 mila dipendenti pubblici a casa, sembra destinata a scontrarsi con il veto di Trump, che chiede al Congresso l'approvazione del piano da 5 miliardi di dollari per costruire il muro al confine con il Messico, ritenuto necessario per contrastare l'immigrazione clandestina. Il leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, ha parlato di "un numero da circo" da parte dei democratici e ha precisato che senza l'ok del capo della Casa Bianca non ci sarà nessun disco verde. Estremamente battagliera la nuova presidente della Camera Nancy Pelosi, 78 anni, italoamericana e prima donna a essere eletta "speaker" per due mandati non consecutivi, ha direttamente sfidato Trump: "Non costruiamo muri. Un muro tra paesi è un'immoralità, è un vecchio e non economico modo di pensare alle questioni della sicurezza". Pelosi continua senza peli sulla lingua: "Trump era abituato a un congresso tutto repubblicano che si limitavano a mettere il timbro. Adesso non sarà più così. Il controllo dell'amministrazione da parte del Congresso è nostra responsabilità". E in una intervista a "Today" della NBC, la democratica eletta in California ha voluto mettere i piedi nel piatto anche sulla delicata questione dell'impeachment per il presidente: "Non dovremo farlo per motivi politici, ma anche non farlo per motivi politici" e ha precisato di attendere i risultati delle indagini del procuratore speciale, Robert Mueller, sul Russiagate. Ma anche per Pelosi non sono tutte rose e fiori in una Camera profondamente rinnovata e con una presenza record di 102 donne elette, tra cui le le prime due congressiste musulmane, Rashida Tlaib del Michigan e Ilhan Omar del Minnesota. In particolare, Pelosi dovrà affrontare  il 'fuoco amico' dell'ala progressista del Partito democratico, guidata dalla eletta più giovane della storia Usa, la deputata di New York, Alexandria Ocasio Cortez, pupilla del guru liberal, Bernie Sanders. Il Congressional Progressive Caucus, che riunisce i democratici più a sinistra, ha già fatto sapere che si opporrà al pacchetto di misure economiche e sociali sostenuto da Pelosi sulla scia del "Medicare for all" voluto da Obama, se per vararlo verranno osservate le regole di finanza pubblica del cosiddetto "PayGo", che prevede che tutte le nuove spese vengano compensate da tagli al bilancio federale o da aumenti delle tasse.

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