Algeria vince la piazza, presidenziali rinviate. Bouteflika non si ricandida

. Esteri

La 'quasi' primavera algerina vince. L'82enne presidente, Abdel Aziz Bouteflika, molla: elezioni presidenziali del 18 aprile rinviate e il presidente in carica non si ricandida per il quinto mandato. A dare lo storico annuncio è l'agenzia algerina Aps, che chiarisce: le elezioni si terranno dopo una "conferenza nazionale" e "la formazione di un governo di personalità competenti". Il presidente lancia un preciso "messaggio alla nazione" e assicura che in Algeria ci sarà "al più presto l'avvento di una nuova era". Bouteflika era appena tornato in patria, dopo aver lasciato l'ospedale di Ginevra dove era ricoverato dal 24 febbraio per controlli "di routine". Il presidente era stato colpito da un ictus cerebrale nel 2013. Da allora si sposta in sedia a rotelle e ha difficoltà a parlare, centellinate le sue apparizioni in pubblico. La notizia di una sua quinta ricandidatura aveva innescato manifestazioni popolari di protesta in tutto il paese nordafricano. Con la decisione odierna Bouteflika ha detto di voler "soddisfare una richiesta pressante che mi avete rivolto in tanti", ora "si tratta di intraprendere insieme azioni di importanza storica". In parallelo si sono registrate le dimissioni del premier Ahmed Ouyahia, ricoverato in ospedale, che è stato sostituito dal ministro dell'Interno, Noureddine Bedoui. Le novità hanno dato il via a festeggiamenti di piazza. In tantissimi, soprattutto i giovani, sono scesi nelle strade a partire dal centro di Algeri, con auto che percorrono le arterie principali al suono impazzito dei clacson. Bouteflika, leader dello storico Fronte di Liberazione Nazionale (FLN), protagonista della guerra di liberazione dal dominio coloniale della Francia è al potere dal 1999. Il settore energetico e, in particolare, l'estrazione degli idrocarburi, costituisce l'ossatura dell'economia algerina e produce oltre il 95% del valore delle esportazioni. Il paese è al 17esimo posto al mondo per riserve petrolifere e al decimo per quelle di gas. In occasione delle ultime proteste l'esercito, forza decisiva nel paese che prese il potere durante la guerra civile contro l'estremismo islamico tra il 1991 ed il 1999, ha mantenuto in questa fase un atteggiamento neutrale e anche la polizia ha limitato l'uso della forza. Solidali con le proteste le massime autorità religiose islamiche, così come oltre mille magistrati, che avevano annunciato il rifiuto di sovrintendere alle elezioni qualora Bouteflika fosse stato ancora candidato.

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