Libia, la guerra a due passi. Finora 32 morti. All'Onu Mosca dà una mano ad Haftar

. Esteri

Libia, la guerra a due passi dall'Italia. Scontri diretti e bombardamenti aerei tra le truppe del generale Khalifa Haftar che da Est punta su Tripoli, la Libyan National Army, e le forze fedeli al governo Al-Serraj, riconosciuto dalla comunità internazionale. Oggi due aerei delle forze armate del generale Haftar hanno bombardato l'aeroporto civile di Mitiga, l'unico scalo aereo funzionante alla periferia Est della capitale. Secondo testimoni le piste dell'aeroporto non sono state colpite, ma l'attacco ha provocato il panico fra le centinaia di passeggeri in attesa di imbarcarsi e soprattutto ha costretto a chiudere l'unico aeroporto funzionante nella capitale della Libia. Ma nella sua avanzata Haftar sembra incontrare resistenza mentre a livello internazionale si assiste ad un braccio di ferro tra Washington e Mosca. Ieri notte a New York la Russia, alleata di Haftar, ha bloccato una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu che condannava l'avanzata del generale ma gli Stati Uniti, con una dichiarazione del Segretario di Stato Mike Pompeo, hanno intimato al generale di interrompere le sue operazioni militari. Anche l'Unione europea sta cercando di bloccare Haftar. Federica Mogherini, capo della politica estera dell'Ue, ha chiesto un cessate il fuoco umanitario in Libia, esortando le parti a riprendere i negoziati politici. "La situazione in Libia è sempre più preoccupante", ha detto rivolgendo un appello ai leader libici "e in particolare ad Haftar" a fermare le attività militari in questo momento e tornare al tavolo negoziale sotto gli auspici dell'Onu. Intanto il bilancio parziale del'offensiva lanciata da Haftar su Tripoli è di 32 morti e 50 feriti, per la maggior parte civili. (foto: tgcom24.mediaset.it)

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