Finlandia, socialisti per un soffio davanti ai sovranisti. Spinoso negoziato per governo

. Esteri

La Finlandia sembra destinata ad avere un governo più orientato a sinistra, dopo la vittoria per un soffio dei socialdemocratici (Sdp) nelle elezioni politiche, con il 17,7% dei voti. A una incollatura si piazzano i populisti euroscettici del partito dei Veri Finlandesi (17,5%), che ottengono gli immediati complimenti di Matteo Salvini a nome dell'alleanza sovranista europea: "Insieme, finalmente, si cambia l'Europa". Tuttavia il leader Sdp, Antti Rinne, 56 anni, fa sfoggio di ottimismo: "Per la prima volta dal 1999 siamo il più grande partito finlandese e intendiamo portare la società finlandese verso politiche climatiche, sociali ed economiche sostenibili". L'affluenza alle urne è stata del 72%, con un sistema di voto proporzionale. Il compito di formare una coalizione di governo, che dovrà comprendere necessariamente anche forze moderate, non sarà comunque semplice. In campagna elettorale tutte le maggiori formazioni hanno escluso la possibilità di formare coalizioni con i Veri Finlandesi. Verdetto pesante (meno 7,3% di voti) per il Partito di Centro del premier uscente, Juha Sipila (13,8%), battuto sulle scelte di austerità e di ridimensionamento del tradizionale sistema di welfare; mentre stabile si conferma il Partito di Coalizione Nazionale liberalconservatore (17%), sempre al governo negli ultimi anni con diverse alleanze. I socialdemocratici avranno 40 seggi dei 200 di cui si compone il parlamento monocamerale Eduskunta. Ai Veri Finlandesi ne andranno 39, 38 al Partito di Coalizione Nazionale e 31 al Partito di Centro. In crescita la Lega Verde (20 seggi) e l'Alleanza di Sinistra, sorta sulle ceneri del Partito comunista (16 seggi). Stabili il Partito popolare svedese della Finlandia di area liberale (9 seggi) e i Democratici Cristiani (5). Un seggio ciascuno alla Coalizione delle Aland - l'arcipelago nel Golfo di Botnia autonomo, demilitarizzato e di lingua svedese - e alla nuova formazione moderata Movement Now, sorta da una scissione della Coalizione Nazionale. Il capo dei Veri Finlandesi, Jussi Halla-aho, nel festeggiare il risultato, ha detto che tutti i partiti "dovranno mostrare responsabilità per formare una coalizione e il modo più responsabile è quello di includere il nostro partito". In realtà, per dare vita al governo che dall'1 luglio avrà la presidenza di turno dell'Unione europea, Rinne potrebbe trovare il sostegno dei centristi di Sipila, che ha detto di essere aperto all'idea di far parte di una coalizione guidata dai socialdemocratici, e della Coalizione Nazionale, anche se il suo leader, Petteri Orpo, ha subito chiarito: "Per noi è assolutamente fondamentale che la politica fiscale sia responsabile e che la crescita del debito sia tenuta sotto controllo". Rinne ha sostenuto in campagna elettorale la necessità di un aumento delle tasse e delle spese per la salute, le prestazioni sociali e per il sistema educativo. Tra le altre questioni decisive quelle dei cambiamenti climatici, con attenzione anche ai costi economici di una nuova sostenibilità ambientale, e l'immigrazione. Attualmente la Finlandia, con con il 6,6% della popolazione, ha il livello più basso in Europa di cittadini di origine straniera. Rinne sostiene una politica di nuovi ingressi legata al lavoro e ha dichiarato la disponibilità ad accogliere un certo numero di richiedenti asilo.

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