Conte chiede un cessate il fuoco immediato e il ritiro di Haftar

. Esteri

Un cessate il fuoco immediato e il ritiro delle forze del generale Haftar che stanno assediando Tripoli. E' l'auspicio, ma anche la richiesta, del premier Giuseppe Conte in merito alla guerra in Libia manifestato al termine degli incontri a palazzo Chigi con Mohammed al-Thani, vicepremier del Qatar, paese che sostiene al-Serraj. A Roma in queste ore anche il numero due del consiglio presidenziale libico Ahmed Maitig che ha rinnovato l'appello di Serraj per un intervento coordinato della comunità internazionale al fine di evitare altre morti e la fuga dal paese di decine di migliaia di profughi. L'Italia preme per una soluzione politica vista come unica opzione possibile per evitare una "crisi umanitaria devastante" per l'Italia e l'Europa mentre a livello nazionale Lega e M5s litigano sui 'porti chiusi' ("soluzione temporanea" dice Di Maio, "Non cambio idea, i porti restano chiusi" risponde un irritato Salvini invitando i Cinquestelle, se la pensano diversamente, a porre il problema in consiglio dei ministri...). Al vicepremier al-Thani, ha detto Conte "ho ribadito la nostra forte preoccupazione per questa deriva militare in Libia, non riteniamo che questa possa essere la soluzione. Auspichiamo un cessate il fuoco immediato e il ritiro delle forze dell'Lna" del generale Haftar che proprio ieri ha ricevuto il rinnovato appoggio del presidente egiziano al-Sisi: così il premier Giuseppe Conte nelle dichiarazioni alla stampa dopo il bilaterale con il vicepremier qatarino Mohammed al Thani. "Si conferma in queste ore che, chi pensava che un'opzione militare potesse favorire una soluzione alla stabilità della Libia - ha aggiunto il premier - viene smentito. Le soluzioni di forza affidate all'uso delle armi non portano mai a soluzioni sostenibile. Il dialogo politico si rivela ancora una volta l'unica opzione sostenibile".

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