Turchia vs Cipro, si riaccende 'risiko' del gas nel Mediterraneo Orientale

. Esteri

La scoperta al largo di Cipro di "Glaucus-1", il maggior giacimento di gas naturale individuato a livello mondiale nel 2019, ha riacceso il 'risiko' geopolitico ed economico nel Mediterraneo Orientale. La volontà dei vari paesi che si affacciano sul Mare nostrum di sviluppare e sfruttare le risorse offshore sta ridisegnando le dinamiche politiche ed economiche della regione. Nell'occhio del ciclone l'isola di Afrodite, dal 1974 divisa tra la Repubblica di Cipro greco-cipriota, che fa parte dell'Unione europea, e l'autoproclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord, riconosciuta solamente dalla Turchia. Anche la capitale Nicosia è divisa in due, tagliata dalla cosiddetta Linea Verde. Ankara mostra una forte insofferenza, con il presidente Erdogan che ha ripetutamente ammonito le società energetiche straniere che stanno effettuando prospezioni nella zona economica esclusiva di Cipro di non "oltrepassare il limite". È dello scorso anno il blocco per circa due settimane da parte della marina militare turca della nave da perforazione Saipem 12000, dell'Eni. Ankara vuole che i proventi del gas siano divisi anche con i turco-ciprioti, ma i leader greco-ciprioti intendono condividere le entrate solo se saranno fatti passi in avanti nei colloqui per la riunificazione dell'isola. L'attivismo e l'ambivalenza turca - dopo l'acquisto di un sistema missilistico di difesa made in Russia - e la volontà di contrastare l'influenza di Mosca, che negli ultimi anni ha rafforzato le sue posizioni grazie alla crisi in Siria, hanno messo in moto Washington. La Grecia ha chiesto protezione per Cipro e gli Usa stanno trovando nei due paesi Ue e in Israele, gli alleati giusti per tornare, dopo una lunga assenza, a esercitare un ruolo di rilievo nel Mediterraneo Orientale. A marzo il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha avuto incontri per discutere dello sviluppo energetico regionale e di iniziative congiunte nel campo della sicurezza. Lo sviluppo di un nuovo polo energetico nel Mediterraneo Orientale può rappresentare per l'Europa una potenziale fonte alternativa rispetto alle importazioni di gas russo. La scoperta del nuovo giacimento è stata effettuata dalla americana ExxonMobil insieme a Qatar Petroleum. Più o meno nella stessa zona si trovano anche l'altra area di sfruttamento cipriota denominata Aphrodite e il megagiacimento egiziano di Zohr, sviluppato da Eni, oltre ai campi sottomarini israeliani Leviathan e Tamar. Nei mesi scorsi Nicosia ha firmato un memorandum d'intesa con il Cairo per una pipeline sottomarina. Il presidente egiziano al-Sisi intende creare un hub energetico internazionale per utilizzare gli impianti la liquefazione del gas naturale (Gnl). D'altro canto Cipro, Grecia e Israele, con il sostegno americano e dell'Ue, puntano a sottoscrivere un accordo per la costruzione del gasdotto denominato "East Med", che colleghi i giacimenti dei tre paesi e il cui prolungamento, che dovrebbe chiamarsi "Poseidon", potrebbe portare il gas fino in Italia. Punto di approdo Otranto in Salento, a sud del terminal di San Foca previsto per il gasdotto trans-Adriatico Tap, che trasporta il gas dell'Azerbaigian ed è fortemente osteggiato dai 5stelle.
(mappa US Energy Information Administration)

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