Conservatori, corsa a due Johnson-Hunt per risolvere il rebus Brexit

. Esteri

Alla fine sarà corsa a due tra Boris Johnson e Jeremy Hunt per guidare il Partito Conservatore e il governo britannico al posto della dimissionaria premier, Theresa May. La vera partita per il vincitore sarà sciogliere il nodo Brexit, dopo la bocciatura senza alternative concrete da parte del Parlamento di Westminster dell'accordo di divorzio negoziato da May e il congelamento della situazione concesso dal Consiglio Europeo fino al 31 ottobre prossimo, per evitare lo scenario "no deal". Euroscettico Favorito è l'ex sindaco di Londra ed ex ministro degli Esteri, Boris Johnson, un super euroscettico dimessosi da ministro in polemica per l'atteggiamento troppo morbido di May sulla Brexit e divenuto di fatto il capofila dell'uscita di Londra dall'Ue costi quel che costi. Hunt, attuale ministro degli Esteri, sembra invece più pragmatico e disposto al "no deal" soltanto obtorto collo, proponendo una nuova trattativa con Bruxelles per ottenere in particolare cambiamenti sul cosiddetto accordo di "backstop" per il confine tra le due Irlande. Tory La scelta è stata fatta dai parlamentari Tory, in una serie di votazioni che hanno via via scremato un lotto di una decina di concorrenti. All'ultima votazione - prima del ballottaggio finale in cui si esprimeranno i circa 160 mila iscritti al partito, con il risultato atteso per la settimana del 22 luglio - Johnson ha ottenuto 160 voti e Hunt 77 voti, soltanto due in più del ministro dell'Ambiente, Michael Gove. In occasione del referendum del 2016 per l'uscita dall'Ue, Hunt come Theresa May aveva votato per il "remain", anche se ora ha confermato di voler rispettare la volontà popolare. Endorsement Johnson, un populista che nella recente visita di Trump a Londra ha ottenuto un chiaro endorsement dal presidente Usa, è certamente un personaggio più carismatico, su una lunghezza d'onda analoga a quella di Nigel Farage, il frontman anti-Europa uscito primo dalle urne nelle recenti europee con il suo nuovo Brexit Party, sorto dalle ceneri di Ukip, lo storico partito antieuropeo britannico. Hunt in un tweet ha ammesso: "Sono dato perdente, ma in politica le sorprese si verificano" e per questo intende giocare fino in fondo le carte della serietà e della competenza, anche perché i rischi del no deal sono stati sottolineati con forza dalle maggiori autorità economiche d'Oltremanica. Hard Brexit Una "hard Brexit" avrebbe conseguenze pesantemente negative per l'economia e sul fronte politico non sono da escludere ulteriori spaccature, tenuto conto che in Scozia e Irlanda del Nord la maggioranza degli elettori è favorevole a restare nella Ue. Dal canto suo l'Unione europea ha ripetutamente affermato che non rinegozierà l'accordo concordato con May e qui sta appunto il nodo gordiano da tagliare entro la fine di ottobre. Qualcuno non esclude l'ipotesi di elezioni anticipate tambur battente, nelle quali comunque i conservatori dovrebbero fare i conti con l'agguerrito Farage e con i laburisti di Jeremy Corbyn.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

Aggiungi commento

Tutti i lettori possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni del sito. Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere il proprio parere su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i commenti che risulteranno essere in contrasto con i principi esposti nel Disclaimer non verranno pubblicati.



Aggiorna