Bersani-Monti: prove di un "nuovo compromesso storico" nonostante le smentite

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Sono ormai passati quasi quarant'anni da quando Enrico Berlinguer, allora alla guida del piu' grande partito comunista europeo, lancio' nel 1974 da Salerno la proposta di un compromesso storico con la Dc di Aldo Moro. Il progetto era l'incontro tra cattolici, laici e comunisti che avrebbe dovuto essere la condizione per l'inizio di un periodo di ripresa e di svilpuppo sulla base appunto di un compromesso di portata storica. Poi dopo le convegenze paralelle ed un governo con l'appoggio esterno del Pci, guidato da Andreotti (con il famosi discorso all'auletta dei gruppi), la tragica fine del presidente della Dc segno' la storia, cosi' come la fine del comunismo e della guerra fredda nel'89 e le vicende di tangentopoli. Da sempre grande oppositori del compromesso storico fu il socialista Bettina Craxi, che di fatto passo' il bastone della sua lotta a Silvio Berlusconi. Oggi con scenari ovviamenti molto diversi si ripropone la possibilita' di un accordo di culture diverse nell'interesse del paese. Da una parte Bersani e la sinistra di Vendola, dall'altra Monti con Fini, Casini e Montezemolo. Del resto il famoso patto tra moderati e riformatori fu di fatto siglato da Casini e Bersani, prima della "salita" in campo del professore. Ora, forse anche un po' per la paura di una rimonta di Berlusconi (che dimostra di avere sette vite), il patto si ripropone direttamente tra Bersani e Monti. E la notizia la da' il quotidiano la Repubblica annunciando l'avvenuta intesa tra i due, un'intesa di non belligeranza per sconfiggere il Cavaliere e ritrovarsi insieme al governo dopo il voto, al di la' dei risultati. Bersani e Monti si sono visti ieri mattina alle 7,30. L'avvicinamento e' avvenuto nelle ultime ore attraverso le rispettive diplomazie autorizzate a trattare. Trattativa andata a buon fine, avversario comune e' uno solo: Silvio Berlusconi, "Il cavaliere nero". Bersani ha insistito sul fatto che Monti abbandoni la polemica nei confronti di Vendola e della Cgil, per non scoprirlo a sinistra sul fronte Ingroia. Monti ha invece insistito per il rispetto della famiglia, non vuole coppie gay e poi chiede garanzie per potere assicurare la governabilita' secondo i criteri del rigore e le indicazioni dell'Europa. Bersani, questo non lo dice la Repubblica, ma altre fonti, dovrebbe essere comunque il nuovo presidente del Consiglio. Per quanto riguarda la presidenza della Repubblica invece Monti sara' coinvolto, o per essere lui il nuovo presidente o per essere in alternativa ascoltato nell'indicarlo. Immancabili le polemiche, tanto che sono subito arrivate le smentite sia dal Pd che da palazzo Chigi: "Nessun abbraccio prima delle elezioni". Ma non avrebbero potuto dire altro. Berlusconi se la ride e commento a modo suo: "Nei supermercati compri uno e prendi due, in politica voti uno Monti e prendi due, anche Vendola". Lapidario Maroni: "Das quando ho fatto l'accordo con Berlusconi, Bersani ha paura di perdere".

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