Bersani-Monti: molti spifferi ma certo il professore non farà' "la pecora"

. Politica

Sono molti gli spifferi sull'incontro avvenuto tra Bersani e Monti, una sorta di accordo tra moderati e progressisti, da siglare dopo le elezioni. Per ora unico obiettivo comune: la sconfitta di Berlusconi, che intanto sta risalendo nei sondaggi (ad oggi e' circa a 5 punti. Era sotto di 20 ed il centrodestra rischiava di sparire dalle cartine geografiche della politica). Bersani ha anche chiesto a Monti di allentare la morsa nei confronti di Vendola. Non producente soprattutto per non scoprirlo a sinistra sul fronte Ingroia. Momnti ha ribadito le sue richieste per famiglia e rispetto degli impegni europei. Ma gli spifferi sono tanti, e Bersani sarebbe arrivato a dire: "Desistenza con i montiani? Ma che sostanze ci sono in giro?". Ma quello che piu' importa e' la sostanza di eventuali accordi che non possono certo essere troppo al ribasso per Monti. Bersani vuole palazzo Chigi, anche se pur vincendo alla Camera, non dovesse  avere la maggioranza al Senato. E su un articolo-commento sul Corriere escono alcune indescrezioni sulla volonta' del Pd: "A Monti la guida della Camera, oppure un ministero, ma non quello dell'Economia, magari gli Esteri". Gia' perche' Vendola non accetterebbe mai Monti a via Venti settembre. Ma certo a Monti non va di fare la "ruota di scorta" o meglio come si ddice anche in politica la "pecora", cioe' correre solo per favorire un altro. (La "pecora" e' anche ricordata, in un altro gerco,  nel film i Soliti Ignoti, dove come era si usava allora, Vittorio Gasman andava in prigione confessando per favorire un altro, ma in cambio di denaro. Poi gli fece il bidone e gli rubo' il colpo). Bersani vorrebbe invece trattare per la presidenza della Rebubblica e per le riforme con quello che ritiene sara' il secondo partito ed il principale dell'opposizione. In una situazione che si prospetta molto difficile il leader del Pd vorrebbe costruire per quanto possibile anche un ponte con il Pdl e direttamente. Certo Monti non stara' fermo. Tra l'altro Casini vorrebbe la presidenza del Senato e Fini un ministero. Cosi' come Vendola. Non sara' facile fare quadrare i conti dopo il 25 febbhraio, quando si aprira' ufficialmente la corsa al Colle alla quale ne' Prodi, ne' D'Alema intendono rinunciare. E poi c'e' il candidato "segreto" di Berlusconi un altro uomo della sinistra, quel Giuliano Amato a cui sara' difficile dire di no.

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