Liste: braccio di ferro nel Pdl, il Cav tiene in sospeso Cosentino

. Politica

Alla fine il braccio di ferro in corso da giorni in seno al Pdl sui candidati cosiddetti 'impresentabili' sembrava averlo vinto Alfano su tutta la linea. Il segretario aveva avuto la meglio sugli altri big che resistevano in nome del garantismo, bandiera del partito, e ovviamente dei voti che sarebbero venuti a mancare al centrodestra con la cancellazione di certe candidature. E anche Berlusconi la notte scorsa aveva dato ragione al segretario del partito: fuori tutti, fuori quindi Cosentino, Dell'Utri, Milanese, Landolfi, Papa..., un sacrificio necessario per essere inattaccabili di fronte agli elettori (specie dopo la pulizia interna operata dal Pd) anche se - si sostiene in via dell'Umiltà -  si tratta di persone rispettabilissime sottoposte ad attacchi mediatico-giudiziari da condannare. Ma a poche ore dal termine per la presentazione delle liste in vista delle elezioni del 24-25 febbraio non è certo che Cosentino (detto Nick O' Mericano) resti fuori. Il suo caso - ha confermato oggi lo stesso Berlusconi a SkyTg24 - è ancora 'sub judice'. "Abbiamo chiesto a Cosentino di fare un atto di generosità. Sono richieste che ci fanno stare male perché sono persone perseguitate dai giudici. Su di lui non c'è nulla - ha detto l'ex-premier - in ogni caso è sub judice". Si sa d'altra parte che Cosentino 'resiste'. Ma Anche Alfonso Papa, che ha conosciuto il carcere di Poggioreale, non intende farsi da parte: non vuole aderire all'invito rivolto dal Cavaliere ai personaggi più chiacchierati del partito perchè facciano da soli un passo indietro: "Se il presidente Berlusconi vuol far prevalere la linea giustizialista ne prenderò atto...". Ma per lui e per Milanese il Cav ha già deciso: fuori. Un passo indietro come quello che ha fatto Scajola. L'ex ministro ha giocato d'anticipo ritirando la sua candidatura ma con vena fortemente polemica: "Per la dignità mia e della mia famiglia non sopporto più esami da parte di alcuno sulla mia moralità" Come ha fatto anche Dell'Utri che dopo un lungo tira e molla prima al 'Fatto' e poi a SkyTg24 ha confermato che non si candiderà, su richiesta di Berlusconi, ma anche perchè convinto che in caso di condanna non lo salverebbe dal carcere nemmeno l'elezione in Parlamento. Domani si chiude e si saprà con certezza chi è dentro e chi è fuori. Tra un vertice e l'altro sulle liste 'pulite', Berlusconi ha replicato anche a Monti che ha detto di voler togliere il Paese dalle mani degli incapaci: "Incapaci semmai sono i suoi ministri...".

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