L'Ohio italiano forse la Campania e non più' la Lombardia

. Politica

Ormai manca poco al voto, poco piu' di un mese. Si votera' il 24 ed i 25 febbraio, e le previsioni rimangono incerte, anche se alcuni dati, riferiti dai sondaggi, ci sono e serve anche ricordare le esperienze precedenti. Alla Camera, con ogni probabilita' vincera' Bersani, che insieme a Vendola raggiiungera' la maggioranza relativa, che con il premio di maggioranza lo portera' al 55% dei seggi a Montecitorio. Ci sara' la rimonta di Berlusconi fino all'ultimo ed alla fine lo scarto sara' di poco, forse duecentomila voti, uno zero e qualcosa per cento. Come e' gia' successo. Molto difficile che il Cavaliere riesca a ribaltare i pronostici. Anche se le urne, come diceva un vecchio giornalista parlamentare, sono "puttane". La "battaglia sara' quindi tutta sul Senato con scenari molto diversi, nella tradizione della politica italiana. Insomma nel nostro bel paese non ci si annoia mai, antipolitica o grande politica protagoniste. Lo scenario: Quattro le regioni chiave: Lombardia, Veneto, Campania e Sicila, dato per scontato che in tutte le altre vincera' il centrosinistra. Ora, ad oggi (ma in campagna elettorale puo' cambiare tutto molto rapidamente), la situazione piu' probabile e' che a Berlusconi vadano Veneto (in realta' sicuro), piu' Lombardia e Sicilia (comunque molto incerte), con la Campania a Bersani (dove ci sono due punti di scarto). Sarebbe la vera vittoria di Monti che con poco piu' di una trentina di senatori diventerebbe determinante per una nuova maggioranza. Poi ovviamente c'e' l'ipotesi che Bersani si aggiudichi almeno una tra Lombardia e Sicilia, ed i giochi sarebbero chiusi in suo favore. Lo stesso apertura ai centristi ma da una posizione di forza, il centrosinistra sarebbe autonomo. Ma se Berlusconi dovesse vincere con la Lega in Lombardia e con Micciche' e Lombardo in Sicilia, tutti gli occhi sarebbero puntati sulla Campania. Perche' se il Cavaliere, dovesse vincere anche li', sarebbe lui e non Monti ad essere determinate per una nuova maggioranza. E questo e' il suo "sogno", non tanto fare il premier, che sa di non poterlo piu' fare e lo ha anche dichiarato, eleggendo nuovamente Alfano suo susccessore, quanto essere determinante nella prossima legislatura, che dovrebbe finalmente essere quella delle riforme. E quando Monti parla di riforme sa che le potrebbe veramente fare solo ricorrendo alla sua "vecchia" strana maggioranza, cioe' coinvolgendo sia il centrosinistra che il centrodestra. Tutto dipendera' dal voto, che si annuncia decisivo per il futuro dell'Italia, senza per' tirare in ballo il 48, dove si scontrarono due mondi completamente diversi. 

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