F-35: Monti non ci sta, li hanno voluti D'Alema, Prodi e Berlusconi

. Politica

Monti non ci sta: non soltanto a passare come l'uomo delle tasse ("mi vorrebbero mummificato come quello che ama mettere imposte su imposte" - ha detto - quando invece, oggi che lo spread è più basso, le tasse, quelle che hanno evitato il nostro fallimento, possono essere abbassate...) ma anche a sopportare l'accusa di voler spendere i soldi degli italiani per i cacciabombardieri F-35, leit motiv della campagna anti-premier del centrosinistra e di Bersani in particolare. Monti non ci sta e ribalta le responsabilità sul partito di Bersani e sul centrodestra di Berlusconi sottolinenado come il suo sia stato l'unico governo negli ultimi 15 anni a diminuire il numero dei caccia da acquistare. "Quando si parla di difesa e di scelte di strumenti militari - ha detto Monti a 'Presadiretta' - bisogna evitare di cadere nelle risposte facili e qualche volta un po' populiste. E' utile qui ricordare che l'Italia ha aderito al programma F35 nel 1999 con il governo D'Alema, ha confermato la partecipazione con il secondo governo Berlusconi nel 2002 e poi ci sono stati ulteriori passi fatti dal governo Prodi e nel febbraio del 2009 dal governo Berlusconi. Il nostro governo è stato l'unico a ridurre il numero degli F35 da 131 a 90...". Insomma sugli F-35 come su altri temi caldi il Prof non vuole fare la parte della 'mammoletta'... Con la stessa decisione il candidato premier dei centristi è intervenuto per smentire che nel programma della sua Lista Civica ci fosse anche l'aumento dell'età pensionabile, cosa che - anticipata dalle agenzie - aveva già scatenato una feroce polemica politica contro il Prof da parte di tutti gli avversari. Niente di vero e nessun giallo - ha detto in serata Monti scandendo su Twitter la sua verità - semplicemente l'aumento dell'età pensionabile non c'è nel mio programma, l'accenno a questo tema era riferito a ciò che è già stato fatto, cioè la riforma Fornero. 

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