Monti e Bersani, "Pronti a collaborare". Il Cav "Sono disperati"

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Una notizia che paradossalmente somiglia ad una non-notizia: Monti e Bersani sono pronti a collaborare dopo il voto, come molti osservatori da tempo pronosticano disegnando  scenari politici e alleanze successivi alle elezioni. Le aperture reciproche tra Bersani e Monti, chiare e nette a meno di tre settimane dal voto, arrivano mentre Berlusconi chiama il premier e il segretario del Pd "due disperati", già cotti e pronti a subire - così dice il Cav - il "sorpasso" da parte del centrodestra. Per la verità due sondaggi (Piepoli e Swg) oggi danno ancora un margine consistente alla coalizione di centrosinistra sul centrodestra: 37% contro 32%, 5 punti, con Monti (che continua a sottrarre intenzioni di voto all'Udc) e Grillo a contendersi la terza posizione (per la verità Swg dà il Movimento 5 Stelle al 18% e Scelta Civica al 13%, Piepoli li dà alla pari intorno al 13%) e Ingroia fermo intorno al 4%. Dati che non convincono il candidato premier del centrosinistra che invece vede Berlusconi e Maroni "fermi al 24%" e quindi, dice, non in grado di vincere. Comunque, per sicurezza, da Berlino dove oggi era in visita forse per rassicurare tedeschi e mercati sul dopo voto, grandi aperture da parte di Bersani al Prof: "Sono prontissimo a collaborare anche con Monti e con chi, come noi, vuole battere il leghismo, il berlusconismo e il populismo". La risposta del premier non si è fatta attendere, ed è stata naturalmente positiva anche se condizionata dalla premessa "purchè sia per fare le riforme strutturali che servono al paese". Ma l'alleanza o la collaborazione post-voto tra Pd e Monti si scontrano con la ruggine che divide ancora il Prof da Vendola. I due non si amano e si dicono vicendevolmente incompatibili. Si vedrà se l'attuale enorme distanza sarà colmata o meno... Sull'altro fronte intanto Maroni ha 'stoppato' il Cavaliere sull'idea del condono: "Non mi piace" ha detto chiaro e tondo il segretario della Lega.

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