Il Cav vede la rimonta: siamo a 2,3 punti dal Pd

. Politica

Silvio Berlusconi ce la sta mettendo tutta e vede una possibile clamorosa rimonta. Sarebbe come vincere una partita dopo essere sotto di quattro gol. Il Cav dice: "L'ultimo sondaggio della signora Ghisleri ci da' 2,3 punti meno del centrosinistra. Nei sondaggi di TgSky 24 la distanza tra le due coalizioni per la prima volta scenderebbe sotto il 4%. Per Pagnoncelli invece il distacco e' ancora di otto punti. Al di la' dei numeri, probabilmente, tutto si giochera' come sempre avviene, sul filo di lana. Le distanze chiunque sia in vantaggio si accorciono sempre in prossimita' delle elezioni, e normalemte si decide tutto per centomila, poco piu' o poco meno di voti. Ad ora per' la previone piu' realistica e' la vittoria di Bersani alla Camera con circa il 40% dei voti, che con il premio di maggioranza, gli consentirebbe di avere il 55% dei deputati. Discorso diverso per il Senato, che si svolge su base regionale. E se le previsioni dei sondaggisti sono vere, Berlusconi starebbe guadagnando soprattutto nelle sue regioni. Per uscire sconfitto con onore ed avere ancora un ruolo dovrebbe vincere In Veneto (quasi sicuro), Lombardia (possibile) e Sicilia (battaglia molto aperta). Qualche piccola speranza il Cav ce l'ha anche in Puglia ed in Campania. Ed allora sarebbe un successo. Rimanendo all'ipotesi piu' probabile, Bersani dovrebbe vincere alla Camera ma non avere la maggioranza al Senato. Potrebbe prendere tra i 143 ed i 149 senatori. Per avere la maggioranza ne servono 161. Berlusconi ne avrebbe 109 o poco piu' e sarebbe determinate la pattuglia sulla trentina, abbondante, di senatori di Monti, che a quel punto sarebbe determinante. E naturalmente si siederebbe al tavolo delle trattive con Betrsani da un punto di forza. Non tanto per palazzo Chigi, che dai risultati dovrebbe andare al leader del Pd, ma per il programma e per il Quirinale. Romano Prodi non ci dorme, mentre D'Alema aspetta in disparte. Male che gli vada un ministero degli Esteri non dovrebbe toglierlo nessuno. Casini aspira alla carica, che probabilemte gli daranno, di presidente del Senato, mentre Fini rischia di essere tagliato fuori da tutto, forse anche dalla rappresentanza alla Camera. Infatti per l'attuale legge elettorale viene ripescato solo il primo partito di coalizione al di sotto del 4%. E gli andrebbe tutto bene se Casini superara' la soglia. Ma se cosi' non dovesse essere sara' ripescato proprio Casini e lui rimarra' fuori. Tutte le verifiche tra poco, subito dopo il voto, mancano appena 18 giorni.

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