Il Pdl incalza, secondo i sondaggi distanza tra i 7 punti e l'1,7%. Senato incerto.

. Politica

Da domani niente sondaggi per i quindici giorni che precedono il voto, come stabilito dalla legge. Poi solo boatos, o meglio sondaggi riservati dei partiti, che rimbalzano dagli ambienti politici, tipo la partita dell'Italia nel film di Fantozzi, che era data vincitrice 20 a zero, contro la Germania tra gli impiegati costretti a vedere per l'ennesima volta il film sulla corazzata Potemhin e privati di radioline (Allora non c'erano ancora i cellulari). E succede sempre sotto le elezioni, perche' la forbice tra i due schieramenti si riduce sempre e tutto si gioca su centomila voti, poco piu', poco meno. Poi ci sono le sorprese dell'ultima ora, perche' come diceva un veccio giornalista parlamentare "le urne sono puttane". Dunque fotofinish? Probabilmente vincera' comunque Bersani alla Camera dove i sondaggi lo danno in vantaggio: 7 punti per Mannheimer, 5 per la Repubblica, ma solo l'1,7% per la Ghisleri. Se fosse reale questo ultimo dato, ovviamente, la partita sarebbe piu' che aperta. Ma l'incognita vera e' il Senato, dove Berlusconi dovrebbe spuntarla in Veneto ed anche in Lombardia, con la Sicilia, determinante con un testa a testa. Se Bersani non dovesse vincere in Lombardia ed in Sicilia non avrebbe la maggioranza al Senato. Si fermerebbe tra i 143 ed i 149 senatori. Ne servono 161. Berlusconi ne avrebbe intorno ai 110 e Monti sulla trentina, che diventerebbero determinanti. Il sogno del professore: sedersi al tavolo delle trattive con Bersani da un punto di forza. Ed a quel punto sarebbe molto difficile accontentarlo con la presidenza del Senato. Berrsani a palazzo Chigi, puo' anche andare, ma a lui qulacosa di piu'. Il Quirinale? Ma Bersani lo avrebbe gia' promesso a Prodi per rinsaldare l'asse con il centro. Si vedra', e' inutile fare anticipazioni senza conoscere i dati delle urne.

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