Grillo non va in Tv, Bersani: paura delle domande. Il Cav: ci fa un baffo...

. Politica

All'ultimo momento ha rifiutato di andare in Tv, da Skytg24, come aveva promesso. Ha preferito restare fedele al suo clichè, diverso da quello dei politici, e ha detto 'no', comunicando il suo diniego su Twitter e attirandosi gli attacchi di Bersani: "Ha paura delle domande".  Ad una settimana dal voto scoppia il caso-Grillo mentre il comico riempie l'ennesima piazza nel suo Tsumani-tour, stavolta a Genova, la sua città, da dove avrebbe dovuto apparire per la prima volta davanti alle telecamere per un'intervista di mezz'ora. Invece niente: "Senza nessuna spiegazione" dice una nota di Sky che fino a tarda sera ha cercato di ricevere dal leader del Movimento 5 Stelle una risposta all'appuntamento mancato. Sul blg di Grillo in un post intitolato 'La differenza' forse la spiegazione: "Ci sono due modi per fare campagna elettorale: il primo è serviti e riveriti nei salotti tv magari con trasmissioni 'cucite addosso'. Noi preferiamo il secondo nelle piazze, tra la gente. Perché la politica è della gente". E poi in piazza a Genova: "I politici vanno in tv, ma che cosa ci vanno a fare? Io ho rifiutato, e credo di aver fatto bene. Questi vanno e poi dicono tutto e il contrario di tutto. Sono dei ridicoli, devono andare a casa". Sfumata l'apparizione in tv, Bersani ha attaccato, da piazza Duomo a Milano . Sul palco insieme lui davanti ad una grande folla c'era a sorpresa Romano Prodi che tornava a partecipare ad una manifestazione politica dopo quattro anni. Prodi, memore della fine ingloriosa del suo ultimo governo per le divisioni interne, ha invitato il centrosinistra a votare unito per Bersani e, soprattutto, a restare unito dopo, quando arriveranno responsabilità di governo. Ma, tornando a Grillo, ecco l'attacco di Bersani: "Grillo non va in tv - ha commentato ironicamente il candidato premier del centrosinistra - perché là qualche domandina devono fartela....". "Domande tipo queste: 'Tu a Bologna come hai osato fare cenno a Berlinguer e poi a Roma stringere le mani a Casa Pound?", oppure 'Per noi un figlio di immigrati che è nato e lavora qui è italiano. Tu dici di no, perché? Altro che non ci sono destra e sinistra...". Anche Berlusconi ha attaccato Grillo, anche se non per la sua mancata apparizione in tv. Lo ha fatto dal Lingotto di Torino, davanti a centinaia di fan e ad un caloroso sventolio di bandiere Pdl che lo hanno galvanizzato ("Mi sembra di essere tornato al '94"). "Dovevamo andare in piazza anche noi, perché a noi Grillo ci fa un baffo (non posso dire 'ci fa schifo'...)" ha detto il Cavaliere affermando poi che "Grillo sta facendo una operazione pericolosa per la democrazia: non propone nulla e le poche cose che dice non hanno nessun senso. E' un attore professionista dalla consumata capacità istrionica, che segue sempre lo stesso copione e anche le sue battute - ha sottolineato - sono sempre le stesse. Hanno fatto credere che i candidati di Grillo erano stati valutati da una commissione sulla base dei curricula, invece per l'80% vengono da ambienti di estrema sinistra, sono soprattutto persone che fanno parte dei centri sociali, dei comitati No Tav e dei black block...". Un accenno indiretto a Grillo anche da parte di Mario Monti che ha pubblicamente invitato Bersani e Berlusconi ad un confronto a tre in TV: "un dovere verso gli italiani - ha detto il premier - proprio nel momento in cui monta, furiosa, l'anti-politica".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 




 

 

 

Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi