Bersani vincera' alla Camera ma il governo dipenderà' dal voto al Senato, Grillo secondo partito

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Si avvicina il voto e fioccano le previsioni. Rispetto agli ultimi sondaggi, qualcosa e' cambiato (non il divario tra Bersani e Berlusconi), l'avanzata irresistibile di Grillo e l'incognita sulla tenuta di Monti. Alla Camera Bersani non dovrebbe avere problemi, salvo clamorose sorprese, ha conservapo un ampio margine (quattro punti circa) su Berlusconi. Discorso incece tutto differente per il Senato, dove c'e'' invece un vero e proprio rompicapo. Gli amanti dellla politica dovrebbero leggere l'articolo di oggi di Roberto D'Alimonte sul Sole 24 ore. Spiega tutto perfettamente e delinea i vari scenari. Monti sarebbe in difficolta', tali da preoccupare Bersani, perche' se non portera' almeno una ventina di senatori, potrebbero diventare determinati Berlusconi, Grillo e la Lega. Tutto si gioca in Veneto, Lombardia e Sicilia. Tutte le altre regioni Campania compreso dovrebbero andare al centrosinistra. Se Berlusconi dovesse vinecere in tutte e tre porterebbe a casa 95 senatori, mentre a Bersani ne andrebbero 143 ed a Monti 33. La maggioranza al Senato e' di 161. La situazione di Bersani non migliorebbe di molto se Grillo fosse il primo partito in Sicilia. Ma se Berlusconi, cosa assolutamente improbabile dovesse vincere alla Camera, non potrebbe mai avere la maggioranza al Senato, anche vincendo (cosa altrettanto improbabile) nelle 7 regioni, dove vinse nel 2006.Comunque secondo le ultime previsioni il Veneto dovrebbe andare a Berlusconi, con un testa a testa il Lombardia e Sicilia, con il Cavaliere leggermente avanti ma di molto poco, qualche migliaio di voti. Insomma tutto molto aperto. Il dato piu' rilevante e' l'avanzata di Grillo, che sarrebbe il secondo partito, dietro il Pd. Il centrodestra piu' avanti ma solo sommando i voti di coalizione tra Pdl e Lega. Insomma Grillo avrebbe piu' voti del Pdl, ma porterebbe alla Camera lo stesso numero di deputati, 91. Altro dato, le difficolta' di Monti sia alla Camera, sia al Senato, dove rischia un ruolo marginale, preoccupando molto Bersani, che spera in lui per potere dare vita ad un'alleanza che garantisca la governabilita'. Si potrebbe tornare a parlare di grande coalizione o di un governo con Grillo. Tirando le somme, l'esito piu' probabile e' che Bersani abbia bisogno di Monti, ma con una debacle del professore anche questa via sarebbe preclusa. Tutti a seguire i risultati, analizzare bene i dati, per capire come andra' a finire per la formazione del prossimo governo. Poi a maggio ci sara' da eleggere il nuovo presidente della Repubblica al posto di Napolitano. Ma quella e' un'altra storia. Si vedra' dopo la formazione del nuovo governo, anche se nelle trattative entrera' pure questa partita. Presidente della Camera al posto di Fini, dovrebbe andare Dario Franceschini del Pd. Per il Senato molto dipendera' dal voto. Male comunque nelle previsioni Casini e soprattutto Fini, relegato all 0,5%. Entrera' alla Camera con un paio di deputati solo se Casini superera', come sembra, la soglia del 2%. Il centro se lo e' mangiato il professore. Forse aveva ragione Passera a proporre una lista unica anche alla Camera. Non hanno voluto, chissa' perche'.

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