L'appello di Napolitano, Pd a cui spetta la prima mossa diviso tra apertura a 5 stelle e larghe intese

. Politica

Napolitano, proprio alla fine del suo mandato, affronta l'impegno piu' difficile del suo settennato, comunque ricco di sorprese e di decisioni importanti, quello di dare un governo al paese che duri almenno il tempo di fare le riforme pu' importante. Il Presidente avverte i partiti: "Serve misura e senso di responsabilita'", ed avverte, senza pero' dirlo esplicitamente, che svolgera' il suo lavoro in assoluta autonomia in modo da vere una soluzione non pasticciata. Cioe' per governare ci vuole una maggioranza prima di entrare in Parlamentp: E nel Pd si confrontono principalmemte due strade, quella di Bersani che cerca consensi tra i senatori 5 stelle e quella di Renzi, che per ora aspetta, ma preferirebbbe un governissimo con dentro anche una parte del Pdl. Poi sullo sfondo ci sono D'Alema e Veltroni, che non si sono presentati, ma continuano a cercare di inluenzare le scelte dei democratici. Per una volta, forse, D'Alema e Veltroni si trovano d'accordo, Bersani dovrebbe ammettere la sconfitta e fare un passo indietro. A Napolitano va indicato un altro nome. I due eterni nemici hanno pero', come sempre, idee assai diverse sul futuro. A Veltroni andrebbe bene Renzi, D'Alema invece, se non andra' al Quirinale, un pensierino a fare lui il governissimo con Berlusconi, lo sta facendo. Ed il Cavaliere, se pensa che un eventuale acordo, lo potrebbe aiutare a superare in qualche modo i suoi guai giudiziari (che cominciano ad essere veramente tanti, con la somma di eventuali condanne), sarebbe probabilmente disposto a dire si' a D'Alema, che non ne ha mai fatto un mistero, e' quello che "stima di piu'ì tra ex comunisti".

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