D'Alema guarda avanti, si' a dialogo con Pdl ma senza il Cav

. Politica

Massino D'alema guarda avanti, guarda a passaggi successivi dopo l'eventauale tentativo di Bersani (che pubblicamente appoggia anche se sembra conssiderarlo di difficile attuazione), e non esclude la possibilita' di un dialogo con il Pdl, per un'intesa, che a quel punto dovrebbbe essere per fare una legislatura costituente. D'Alema, come si ricordera', fu anche il presidente della commissione Bicamerale delle riforme, che fece un ottimo lavoro, anche se alla fine per l'accusa di inciucio con Berlusconi non riusci' a fare vedere la luce ad un accordo bipartisan. D'Alema sottolinea come l'unita' nazionale in questo momento non sia possibile solo per l'impedimento costituito da Silvio Berlusconi. D'Alema non lo dice ma indirettamente invita il Cav ad un passo indietro per il bene del paese: si aprirebbe uno scenario nuovo. A quel punto pero' il passo indietro sarebbe costretto a farlo anche Bersani, perche' ha portato avanti un'altra linea ed un eventuale accordo cadrebbe su un uomo si' del Pd, ma certamente non su Bersani. Per lui sarebbe il colmo se dopo avere sconfitto Il Cav, anche se solo alla Camera, fosse poi costretto a fare la sua stessa fine. D'alema combatte la sudditanza alla malattia dell'inciucio, citanto da buon vecchio comunista, Gramsci, che tacciava di "subalternita' culturale" una classe politica incapace di compromessi. "Se c'e' una cosa sicura sulla seconda repubblica - ha detto D'Alema - e' che non e' mai stato fatto un accordo ne' segreto, ne' pubblico ed infatti non si sono risolti molti problemi",

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